Il film del weekend: "Edge of Tomorrow"

Uno sci-fi hollywoodiano in cui, tra umorismo, azione e suspense, spicca un Tom Cruise autoironico come mai prima d'ora

"Edge of Tomorrow" è qualcosa di più dell'ennesimo film di azione fantascientifica con protagonista Tom Cruise, perché è un esempio di blockbuster di ultimissima generazione, ossia di un prodotto di grande budget in cui in una cornice di generosi effetti speciali vengono calibrati con maestria humour e tensione.

Tratto dalla graphic novel giapponese di Hiroshi Sakurazaka "All you need is kill" e con lo stesso spunto del celebre film "Ricomincio da capo", "Edge of Tomorrow" è ambientato in un futuro che vede il nostro pianeta sotto l'attacco di una temibile razza aliena, i Mimics. L’ufficiale William Cage (Tom Cruise), che ha sempre evitato con ogni stratagemma possibile di fare esperienza di combattimento, viene costretto a partecipare a un’offensiva che si rivela un vero massacro e in cui anche lui perde la vita. Il punto è che subito prima di morire l'uomo è riuscito a uccidere, seppur fortuitamente, un esemplare raro della specie aliena che lo ha contaminato rendendolo in grado di rivivere continuamente il giorno della sua morte. Ogni volta che Cage muore, azzera quanto accaduto nelle ultime ore ma non l'esperienza fatta sul campo di battaglia durante i numerosissimi tentativi di salvare la pelle. Alleatosi con la soldatessa esperta Rita Vrataski (Emily Blunt), scoprirà che il nemico ha un punto debole e che le sue doti da combattente, acquisite nelle centinaia di occasioni in cui è spirato e risorto, sono l'unica speranza per l'umanità di sopravvivere.

Inconsueto vedere Tom Cruise alle prese con un ruolo autoironico il cui tratto distintivo è la codardia e che sembra incarnare un novello Sisifo, condannato all'infernale fatica di ricominciare ogni volta dopo sforzi che però, in questo caso, sono solo apparentemente inutili. Si sorride all'inizio del film vedendolo calcolare male alcune acrobazie e perire in modi rocamboleschi. E' innegabile che sia lui che la Blunt donino carisma alla messa in scena ed è un bene che non si sia scelta la via facile di imbastire una storia romantica tra i loro due personaggi. Considerato che il film è confezionato come un videogame che ad ogni game over si resetta ripartendo da zero, il rischio di generare noia nello spettatore era più che plausibile, invece Doug Liman, già regista di "The Bourne Identity", è riuscito a rendere questo popcorn movie non solo scorrevole e piacevole ma anche piuttosto intrigante e divertente.