Il film del weekend: “Shadowhunters – Città di ossa”

Per gli orfani di “Twilight” e “Harry Potter”, arriva una nuova saga fantasy in cui azione, horror e romanticismo si amalgamano sapientemente

Basato sull'omonimo libro di Cassandra Clare, il primo di una saga urban fantasy di grande successo appartenente alla cosiddetta letteratura young adult, “Shadowhunters – Città di ossa” ha nell’ambientazione newyorkese e nel look rock dei protagonisti, la sua peculiarità. Per il resto, è una summa di tutte le attrattive che Hollywood ha visto funzionare commercialmente presso il pubblico adolescente negli ultimi anni: atmosfere dark, creature della notte, protagonisti esteticamente accattivanti, triangoli amorosi, momenti action e colpi di scena.

Nell'odierna New York, Clary Fray (Lily Collins) è un'adolescente come tante altre; almeno fino al giorno in cui scopre di poter vedere simboli e creature invisibili agli altri esseri umani. Trovatasi in balia di pericoli soprannaturali, con la casa distrutta e la madre scomparsa, Claire viene soccorsa da giovani che le rivelano essere degli Shadowhunters, ossia guerrieri metà uomini e metà angeli che da generazioni proteggono l’umanità dai demoni. Sono loro a introdurla in una realtà parallela nascosta in città e popolata di vampiri, licantropi e streghe. Con l’intento di salvare la madre rapita da forze oscure, la ragazza scopre la propria vera identità e intraprende un viaggio d’iniziazione all’uso dei propri poteri durante il quale conoscerà anche l’amore.

I cambiamenti apportati per rendere gestibile la trasposizione cinematografica del libro sono rispettosi della trama originaria e vari sprazzi d’ironia smorzano la tensione nei momenti di maggiore pathos proprio come accadeva nel romanzo.

La graziosa Lily Collins (figlia del cantante Phil), è credibile nei panni dell’adolescente che da confusa e vulnerabile si tramuta in eroina coraggiosa e consapevole delle proprie scelte; perfetta e palpabile appare l’alchimia che ha col comprimario maschile, Jamie Campbell Bower, (reduce da piccoli ruoli sia in Twilight che in Harry Potter), che qui è lo Shadowhunters che ne conquisterà il cuore, Jace; quest’ultimo ha un’allure carica di angelicità ribelle e una vulnerabilità camuffata da spavalderia, tali da ricordare alcuni dei personaggi interpretati dai compianti River Phoenix e Heath Legler.

Nonostante la saturazione del genere fantasy, “Shadowhunters – Città di ossa” appare avvincente e non deluderà i fan della saga e neppure i neofiti perché è un prodotto equilibrato in cui il romanticismo non è mai stucchevole e il cast assai carismatico. Il finale del film è il più autoconclusivo possibile perché qualora gli incassi non fossero lusinghieri, il secondo capitolo si arresterà in fase di pre-produzione. Visto l’esordio flop negli Stati Uniti, molto dipenderà dai risultati che questa prima pellicola otterrà nel resto del mondo.