Il film del weekend: "Come ti spaccio la famiglia"

Un road movie dalla comicità volgare e politicamente scorretta che però funziona alla perfezione: si ride molto

Greve ma allo stesso tempo inaspettatamente riuscito e gradevole, questo "Come ti spaccio la famiglia" (orrendo titolo italiano scelto per "We're the Millers"). Si tratta di una commedia che non cerca di essere altro da quel che è: l'anello di congiunzione tra una comicità spregiudicata in stile "Tutti pazzi per Mary" o "Una notte da Leoni" e quella ritmata e rassicurante di certe sit-com.

David Clark (Jason Sudeikis), un piccolo spacciatore di quartiere, viene rapinato e, per saldare il debito col suo fornitore, è costretto ad accettare un incarico pericolosissimo come corriere tra Messico e Stati Uniti. Per riuscire a passare il confine senza dare nell'occhio, decide di "travestirsi" da perfetto padre di famiglia e recluta, a questo scopo, la spogliarellista Rose (Jennifer Aniston), l'adolescente disadattata Casey (Emma Roberts) e il tonto diciottenne Kenny (Will Poulter). Dopo una bella ripulita di gruppo, ecco formati i Miller. Nonostante l'ottimo piano, nulla filerà liscio e l'idilliaca famigliola, alle prese con trafficanti messicani, agenti DEA e scambisti, combinerà un sacco di guai.

La pellicola ironizza su alcune certezze dell'americano medio, rivelando come la realtà sia ben diversa dalla sua visione perbenista delle cose e insinuando simpaticamente il dubbio che nessun nucleo familiare tradizionale sia immune da bizzarrie e dinamiche disfunzionali, neppure il più insospettabile; basti pensare ai lati oscuri della coppia di villeggianti invadenti e appiccicosi che i Miller incontreranno continuamente sul loro cammino, interpretati da Kathryn Hahn e Nick Offerman.

Il cast è amalgamato in modo superbo e raro. Ci si affeziona ai personaggi grazie alla loro caratterizzazione abbastanza approfondita che mira a farli perdonare, per quanto possibile, quando scivolano su parolacce e riferimenti pesantemente sessuali atti a strappare facili risate. Bisogna dire, a questo proposito, che gli interpreti sono bravissimi nel rendere in modo giocoso e surreale quelle che sono alcune volgarità imbarazzanti. Tutti sono convincenti, in particolare Will Poulter che ha la faccia perfetta per il ragazzo ingenuo e fuori dal mondo. La quarantaquattrenne Aniston sfoggia un corpo perfetto nel pubblicizzatissimo spogliarello che la vede protagonista a un certo punto del film, ma, fatta eccezione per quel siparietto in cui protagoniste sono le curve, non è mai davvero bella o sexy; piuttosto è divertente e molto comune e questo è forse uno dei motivi del suo successo di lungo corso anche presso il pubblico femminile.

La vis comica non risente del fatto che sia prevedibile, fin da subito, che il gruppetto di emarginati messosi assieme per interesse finisca con l'affezionarsi alla recita e valuti di convertire la propria esistenza a quel modello di vita dominante che è il formare una famiglia. Moralismi e finale buonista vanno a controbilanciare certe trasgressioni compiute in corso d'opera, perché niente è più tipicamente americano che lasciare un messaggio rassicurante.