Il film del weekend: "World War Z"

Brad Pitt in un thriller apocalittico che coniuga horror, azione e fantascienza; ben realizzato e godibile pur intrattenendo con un patchwork di cose già viste

La locandina del film "World War Z"

Dimenticate i barcollanti zombie di romeriana memoria, perché è la volta di quelli velocissimi e ipercinetici del nuovo film di Marc Foster, "World War Z", trasposizione cinematografica assai libera del complesso romanzo omonimo scritto da Max (figlio di Mel) Brooks nel 2006. Il budget di duecento milioni di dollari ha permesso l'impiego di effetti speciali di grande qualità ma la sceneggiatura, che non conserva le sfumature sociopolitiche del libro, è una variazione non troppo originale di temi già sviscerati in decine di altri titoli sia della tradizione zombie che di quella dei disaster movie.

Gerry Lane (Brad Pitt), ex funzionario delle Nazioni Unite, viene richiamato in servizio attivo per fermare il dilagare dell'epidemia che ha trasformato metà della popolazione mondiale in voracissimi zombie. Dopo aver lasciato la propria famiglia su una portaerei nell'Atlantico in custodia a quanto rimasto dell'apparato governativo americano, parte alla ricerca del proverbiale "paziente zero" e di un'ipotetica cura. Sarà una corsa contro il tempo che lo porterà dapprima in Corea del Nord, poi a Gerusalemme e infine in un laboratorio della Nuova Scozia.

"World War Z" ritrae un'apocalisse piuttosto credibile intercettando molte delle paure di questo inizio millennio; è un film in cui non ci si sente mai al sicuro perché richiama continuamente la sensazione che il mondo così come lo conosciamo possa finire da un momento all'altro. Il coinvolgimento dello spettatore passa dall'inquietudine generata da spettacolari vedute aeree di città preda del caos e da scene di panico di massa; fallisce invece la creazione di un legame emotivo con la famiglia del protagonista, un po' troppo da spot pubblicitario. Suspense e situazioni al cardiopalma non mancano, ma il film è splatter-free per puntare a un pubblico più ampio possibile.

Brad Pitt nei panni del classico eroe che deve superare molte prove prima di ricongiungersi ai suoi cari è sempre efficace e, nonostante in un paio di momenti si presti a istantanee d'ironia, mantiene intatto il carisma dell'unto dal Signore che salverà la Patria; anche se a dirla tutta il finale non è la parte migliore del film. In definitiva si tratta di un blockbuster estivo americano che mantiene ciò che promette.

Commenti

idleproc

Ven, 28/06/2013 - 17:30

Sono tutti film della serie dopo-euro che potremmo fare anche noi.