Il film del weekendPROJECT X

Un teen movie così scorretto e alla ricerca dell’eccesso a tutti i costi, da risultare patetico oltre che pericoloso

Arriva nei cinema italiani una commedia che ha per protagonisti tre teenager anonimi per non dire invisibili, che decidono di diventare popolari organizzando una festa di compleanno memorabile. Approfittando del fatto che i genitori del festeggiato sono via per un intero weekend, hanno a disposizione una casa con piscina. La faccenda sfugge però loro di mano perché l’invito si è esteso a macchia d’olio e gli imbucati alla festa arrivano ad essere oltre il migliaio. Finirà con la messa a ferro e a fuoco di un intero quartiere.

E’ un film girato come fosse un mockumentary, ossia con l’ espediente del finto documentario realizzato con telecamera a spalla da un ragazzo all’interno del film. E’ intriso di molteplici effetti da video clip perché è quello il mondo da cui proviene il regista londinese Nima Nourizadeh, che qui è al suo primo lungometraggio e che, pur fallendo il malcelato intento di girare un cult come fu “Animal House” ai suoi tempi, realizza un successo di botteghino. Costato infatti appena dodici milioni di dollari, grazie anche al fatto che gli interpreti sono tutti ragazzi sconosciuti provinati nelle scuole americane, “Project X” ne ha già incassati circa un centinaio.

La pellicola inizia come un non troppo innocente teen movie, zeppo fin da subito di riferimenti sessuali e surplus ormonale; si sviluppa come la più scorretta delle commedie, farcita di alcool, pastiglie, nudi gratuiti, sesso facile; termina con le tinte di un disaster movie, sia pure sui generis. Ritrae una festa epica e apocalittica che rende noti e rispettati i suoi tre organizzatori nel microcosmo della loro scuola e forse nel macrocosmo dei diciassettenni disadattati del pianeta; ma di sicuro è un tour de force passivo per gli “invitati” paganti seduti in sala, costretti a sorbirsi un festival di originalità a tutti i costi, delirio forzato e la faticosa rincorsa di tre ragazzetti a superare ogni limite ed entrare nella leggenda dei delinquenti di quartiere e nelle grazie delle coetanee più disponibili.

Quella di strappare risate rimane una volontà irrealizzata perché non c’è niente di davvero comico. La fantasia con cui è sceneggiata la sequela di eccessi ha per matrice quella di sempre: sesso, droga e rock’n roll. Novantotto minuti per gridare al mondo che l’anarchia è cool e che sballarsi è divertente. Decisamente non edificante come messaggio. Da considerare infine, se non si appartiene al target di ragazzi cui il film è indirizzato, che la varietà e infinità di stimoli visivi e trovate assurde è tale da far incorrere per reazione in una sorta di effetto soporifero.