«Flop degli show politici? Cerchiamo un’altra strada»

Antonio Di Bella guida (anzi ri-guida) Raitre da settembre 2011. Il suo predecessore, Paolo Ruffini, artefice di gran parte dell’attuale terzo canale, stenta a trovare su La7 una nuova via che porti la rete Telecom fuori dalle secche di un palinsesto tutto improntato all’approfondimento in senso anti Berlusconiano.
Di Bella, lei parla di adeguarsi ai tempi, di post ideologismi, la strada si fonda su personaggi come Fabio Volo?
«Io penso proprio di sì, credo che lui sia una riposta al bisogno del pubblico di vedere cose diverse. L’abbiamo scelto oculatamente e scritturato per essere aderente alla nostra linea editoriale che si fonda anche su autoironia e leggerezza. In due parole la definirei: ottimismo del disincanto».
La stessa cosa che si era detta per lo show di Luisella Costamagna, che poi si è rivelato un flop, anche perché lei ha ributtato nel gioco gli stessi vecchi temi...
«Certo Robinson ha problemi di ascolti, anche se - magra consolazione - ha sempre battuto la Bignardi. Ci rimettiamo mano e tenteremo di cambiare alcuni ingredienti per rilanciarlo. Per ora, non abbiamo intenzione di chiuderlo. Faremo un bilancio più avanti. Certo è stato un azzardo mandarlo in onda in prima serata, sarebbe stato più opportuno provarlo in seconda, ma non era possibile per ragione di palinsesto».
Il fatto è che gli scarsi risultati della Costamagna e di altri conduttori come Bignardi, Dandini, Guzzanti su La7 mostrano che il pubblico ormai rigetta certi programmi che sanno di antico...
«Infatti la sfida, sia per me, sia per il mio amico Ruffini è di cercare di capire cosa vuole ora il pubblico, di dare una riposta a questi segnali. Alcuni programmi storici come quelli di Fazio, Floris, Gabanelli e Iacona continuano ad avere buoni ascolti. Mentre prodotti nuovi, che fino a poco tempo fa avrebbero trovato un riscontro ottimo, non funzionano. Io non provo gioia quando vedo i problemi de La7, cerco soluzioni».
Per esempio?
«Oltre al programma di Volo, stiamo studiano delle serate di musica. Il 30 aprile avremo in prima serata Arbore e in seconda Bollani che poi tornerà in autunno con una serie di appuntamenti che riprendono il successo del programma rivelazione Sostiene Bollani».
E le pare che riportare su Raitre Pippo Baudo vada nella direzione del nuovo?
«Lui si rimette in gioco con uno spirito giovanile: lasciato lo smoking si metterà i jeans (e forse girerà con un camper) per raccontare l’Italia in modo diverso, un modo per legare una grande professionalità al territorio».
Per cosa tifa lei: l’arrivo di un commissario in Rai, la proroga dell’attuale Cda o il rinnovo con la legge Gasparri?
«Il tema non mi appassiona. Io penso solo che chiunque governi la Rai, l’importante è riuscire a fare programmi migliori».LR