«In Francia mi invitano in tv In italia si vergognano di me»

Giusy Federici

È un'intelligenza acuta che spiazza chi non va oltre l'immagine del porno. Rocco Siffredi, divo dell'hard, si racconta ad OFF.

Perché nel nostro Paese il sesso è ancora un tabù?

«Cerco di fare una sintesi: il sesso è qualcosa che interessa tutti ma poi, alla fine, imbarazza. Almeno in Italia. Rocco rappresenta il sesso open space e quindi ti ricorda la cosa che ti imbarazza. Ed è il motivo per cui c'è questa difficoltà a parlarne. Cosa che non accade in Francia. Dove sono andato, ho promosso Rocco, documentario biografico, sono stato invitato in televisione. Tutto normale»

Molti si lamentano del proprio partner ma poi, di fronte a chi vive bene la propria sessualità, giudicano...

«Invece ci vuole tanta intelligenza e anche sapersi interfacciare con la propria persona, con il proprio io, piuttosto che con le barriere culturali che ci impongono da tanti anni. La percezione della sessualità, si comincia ad averla a sette, otto anni. E allora bisognerebbe che qualcuno te la spiegasse. Noi invece ancora oggi facciamo finta che i nostri figli a 11, 12, 13 anni al sesso non ci pensino. Invece non è così. Abbiamo un'intera generazione che cresce con la pornografia senza qualcuno che spieghi loro cos'è il porno e cos'è il sesso».

Il suo progetto di parlare di questo ai ragazzi nelle scuole che fine ha fatto?

«Ho provato a fare una petizione ma, purtroppo, i commenti sono stati del tipo ma noi dobbiamo prendere lezioni da Siffredi?. Questo è quello che hanno detto i presidi».

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