Freeman: «Sul set gioco con i lati peggiori di me»

da Giffoni Valle Piana (Salerno)

Non si diventa grandi interpreti per caso: «Se vuoi fare l'attore non devi mai scappare da te stesso, anzi devi conoscere le tue parti peggiori e giocare con loro». Parola di Martin Freeman, il Bilbo Baggins nei tre adattamenti de Lo Hobbit (su Sky Cinema dal 4 al 13 settembre il canale 304 sarà interamente dedicato ai film di tutta la saga del S ignore degli Anelli ) e protagonista dei televisivi Fargo e Sherlock di cui sono state appena diffuse le foto con Holmes e Watson in abiti vittoriani per l'attesa puntata speciale di Natale della quarta stagione: «Fare l'attore è divertimento, usare accenti non tuoi, indossare orecchie e piedi grandi ma nessun attore riesce a fare un grande ruolo senza metterci una piccola parte di se stesso». Così si è espresso il 43enne interprete inglese davanti alle centinaia di ragazzini che come ogni anno affollano il Giffoni Film Festival e pongono a tutti gli ospiti della manifestazione la classica domanda sui loro inizi: «Da piccolo - racconta - sognavo di far parte di una band e poi di diventare un calciatore ma ero spesso malato, i miei genitori erano divorziati e poi ho scoperto che sapevo essere divertente, riuscivo a far ridere. A 16 anni ho scelto di fare l'attore, una carriera difficile e avventurosa, in cui si rischia l'insuccesso e la povertà».

Cosa che non è accaduta a Freeman che ha già girato la commedia nera Fun house diretta da Glenn Ficarra e John Requa con Tina Fey e Billy Bob Thornton sul racconto delle giornate della reporter in Afghanistan e Pakistan mentre si appresta a partecipare all'atteso terzo capitolo della saga Captain America: Civil War : «È una parte piuttosto piccola - spiega - è un personaggio ambiguo che lavora per il governo statunitense». E se alcune voci lo vogliono tra gli interpreti del nuovo film di Spielberg il Grande Gigante Gentile , Freeman si dice contento di aver potuto girare anche la seconda stagione della bella serie Fargo in cui interpreta il quieto e spietato Lester Nygaard: «Una delle cose più difficili per me che sono inglese è stata fare l'accento del Minnesota. Ma, anche se non ho ancora ucciso mia moglie, mi sento molto Nygaard».