Fuori Tono

Salotto Cameristico. Nascono, spesso, per volontà - e non per caso - i titoli di stagioni, festival e kermesse. C'è storia, senso. Un perché. Si prenda, appunto, la succitata intestazione, dietro alla quale c'è l'Associazione Chamber Music di Trieste (al Ridotto del Teatro Verdi quindici concerti fino al 23 maggio), un cartellone approdato alla sua dodicesima edizione - il 18 aprile il recital inaugurale con il violoncellista Enrico Dindo alla guida dei solisti di Pavia. Ebbene, il titolo in questione fonde i termini Salotto e Cameristico. Ed è dall'osservazione di queste parole che già si può avvertire lo spirito della musica. Già, proprio così: «s» come Salotto: il luogo dove nell'800 ma non soltanto la musica si faceva, e scorreva, a fiumi: nelle dimore della nobiltà, nelle case degli intellettuali, in quelle borghesi, infine la nascita persino di un «genere». Pare di vedere il film di signorine al pianoforte, rampolli impegnati in sonate del tempo o vergate nel secolo dei lumi, nonni da una vita virtuosi d'archi. Tra le mura amiche si interpretavano gli atteggiamenti e i valori romantici. Il proprio tempo. E ancora «c» come Cameristico: sfogliando manuali e libri di storia si apprende (o si ripassa) che è «sinonimo» di musica affidata a un singolo, eseguita in un ambiente chiuso di una casa privata. Formazioni tascabili, pochi elementi, duetti, trii, quartetti o poco più. A volte pezzi di carattere intimo e raccolto. Così, anche, sarà il cartellone triestino, tra repertori ricercati, solisti internazionali, orchestre e formazioni degne di nota. Qualche nome per tutti: il Duo Banciu-Goicea, il Duo ucraino Lavrynenko-Guliei e solisti Sonia Formenti (flauto) e Tatiana Alquati (arpa).