FuoriSerie

Quanto è difficile farsi strada se si è donne? Quanti luoghi comuni bisogna prendere a cazzotti? Quanti pregiudizi bisogna abbattere a colpi di mazza da baseball? Sono queste le domande che fanno da sfondo a due serie, tutte al femminile ma molto diverse tra loro, da poco approdate in Italia. La prima è la molto politicamente scorretta Glow, disponibile in rete su Netflix. Ispirata ad un programma televisivo anni '80 della televisione via cavo statunitense Gorgeous Ladies of Wrestling. Era una baracconata a basso costo che vedeva protagoniste un gruppo di donne lottatrici. E la serie ne racconta una sorta di dietro le quinte, dando largo spazio a queste donne che per ritagliarsi un ruolo, in una Hollywood che cannibalizzava attricette a ritmo continuo, scelsero di mettersi in gioco in un progetto strampalato ma che almeno le lasciava essere ribelli e protagoniste. Decisamente più negli schemi convenzionali della narrazione televisiva Pitch, che va in onda su Fox. Si tratta di una narrazione immaginaria che vede per la prima volta una donna, una afroamericana, giocare nella Major League di baseball come lanciatrice. La giocatrice Ginny Baker dovrà quindi affrontare i pregiudizi di un mondo ipercompetitivo e testosteronico. Il tutto tra le pressioni malevole dei media, che la considerano solo un espediente per vendere biglietti, e i desideri di un padre esigente e impiccione. Una trama non proprio originalissima, lo è molto di più quella di Glow, ma abbastanza ben raccontata. Insomma per chi vuole un po' di girlpower non c'è che da scegliere.