Una "fusion" di suoni e immagini

Il gruppo napoletano Swunk pubblica un nuovo album di tendenza

Sono nati nel 2012 con il nome Swunk Infusion, un gioco di parole che alludeva all'incrocio di swing, funk e fusion. Oggi si chiamano solo Swunk, dal verbo arcaico inglese che indica il duro lavoro. I napoletani Antonio Cece (chitarra), Saverio Giugliano (sax), Daniele De Santo (basso) e Marco Fazzari (batteria) si sono uniti per condividere la voglia di immergersi nei vari stili musicali. «Amiamo pensare di comporre sedendoci al ristorante e poter attingere a tutte le pietanze che la musica ci può offrire» dice Antonio. Nel 2014 hanno debuttato con un album omonimo e tre anni dopo hanno bissato con Soundscapes. «Questi due dischi hanno in comune il fatto di essere registrati in presa diretta. La differenza crediamo sia l'evoluzione. L'uso di software e hardware musicali ci ha permesso di sperimentare un nuovo assetto sonoro». Otto i brani strumentali, un incrocio dinamico di jazz, rock, funk, elettronica, suoni urbani e spirito cosmopolita con un occhio all'immagine. Ad accompagnarlo due video: Solaium, realizzato da Daniele Rosselli, e Ore 22:00, disegnato in 3d digitale da Walton Zed. Entrambi rappresentano l'orientamento artistico degli Swunk, che evocano un mondo parallelo, una simbiosi tra musica e immagine che li colloca tra i giovani musicisti italiani più ispirati degli ultimi tempi. Il quartetto ama ricordare tra i momenti più belli del proprio percorso l'apertura a Scott Henderson per il NapoliJazzWinter: «Gli regalammo una copia del nostro primo demo e una volta rientrato in USA ci mandò una mail dicendo che gli era piaciuto».