Il garbato conduttore "vintage" innamorato della tv popolare

Presentatore, paroliere, autore, debuttò in Rai nel 1968 Dalla Taylor alla Warwick, portava da noi il divismo Usa

È morto a Milano a 77 anni Paolo Limiti per un tumore che lo affliggeva da un anno. Limiti era un talento onnivoro. Paroliere per cantanti come Jula De Palma, Mina e Dionne Warwick, autore di commedie musicali e soprattutto conduttore di programmi amarcord sulla Rai come «Ci vediamo in tv» e «Alle due su Raiuno». Fu anche autore dei quiz di «Rischiatutto». I funerali si terranno oggi a Milano alle 14.45 nella chiesa di Santa Maria Goretti, in via Melchiorre Gioia 193. La sua collezione di cimeli sarà trasferita in una biblioteca per consentirne la consultazione ha annunciato il Comune di Milano.

Nel 2012 era tornato in tv, nella sua tv, alle 12 su Raiuno, insieme al fedele cane-peluche Floradora, e poi lo aveva rifatto due anni fa con E-state con noi, per raccontare, come sapeva fare solo lui, con quello spirito leggero a metà strada tra cultura popolare e gossip, le canzoni più celebri e le storie più curiose del mondo dello spettacolo internazionale. Fu il primo a portare il vintage in tv quando le varie «rotonde sul mare» erano ancora di là da venire.

È stata una vita vissuta con garbo, sempre a cavallo tra classe e kitsch (con quel fluente parrucchino che esibiva con estrema nonchalance), sempre all'insegna della creatività e del successo, quella di Paolo Limiti, stroncato ieri, a 77 anni, da un tumore che lo affliggeva da un anno. Quando lo si chiamava era sempre disponibile per una chiacchierata che diventava un flusso di aneddoti e ricordi sui suoi amici, sulla Liz (Taylor, chi altri se no?) o sulla Gina (Lollobrigida) o sulla mitica Esther Williams che venne in Italia a trovarlo sul piccolo schermo, così come tante altre superstar di Hollywood. «La realtà è dura - ci diceva - e alla gente piace evadere, sognare un altro mondo reale eppure irraggiungibile come quello delle star dello spettacolo». E lui le conosceva tutte... Ma attenzione, perché Paolo Limiti non era soltanto un conduttore che inchiodava il pubblico allo schermo. Anzi, Limiti era prima di tutto un paroliere che ha scritto canzoni su canzoni. Con Mina per esempio ha avuto un rapporto speciale di amicizia e di lavoro. Per lei ha scritto successi d'autore come Bugiardo e incosciente e la stessa Mina ha ripreso La voce del silenzio (forse il pezzo più celebre di Limiti) che fu lanciata al Festival di Sanremo del 1968 da Dionne Warwick e Tony Del Monaco. Per Mina scrisse anche il divertente scioglilingua Sacumdì sacumdà, e la stessa cantante, pur avendolo perso di vista, tre anni fa postò su Internet Questa canzone, un brano scritto per lei dall'amico Paolo. Debuttò come paroliere con Jula De Palma e poi scrisse per Betty Curtis, Iva Zanicchi, per Giovanna che era sempre al suo fianco nei programmi tv, Demis Roussos, Mia Martini e la pruriginosa Buonasera dottore, un altro grande successo. Si è dato anche al musical con opere come Biondissimamente tua - dedicata a Wanda Osiris - con Isabella Biagini.

La sua seconda casa era Hollywood, da dove tornava con interviste e con materiali per organizzare dei gustosi special (celebre quello da Los Angeles su Marilyn Monroe) su personaggi come Maria Callas o Sharon Stone, senza dimenticare il pop di Lucio Battisti. Era raffinato ma - come scrive Maurizio Porro -: «Amava il nazionalpopolare ovunque si annidasse». Sapeva tutto sulla cultura popolare italiana e si intendeva di blues e jazz, ma era anche la memoria storica del festival di Sanremo. Per questo, con programmi come Dove sono i Pirenei, Ci vediamo in tv e Alle due su Raiuno bloccava davanti alla tele legioni di over '50 pronti a rileggere la storia dei «telefoni bianchi» con l'occhio di una nostalgia mai triste o piagnucolosa. Anzi, spesso segnata da battute coraggiose e demenziali che solo lui si poteva permettere, come «La signora Colli non soffre il caldo perché si chiama Ombretta». La sua longa manus si è estesa anche al campo dei telequiz poiché ha scritto per quattro stagioni le domande per il mitico Rischiatutto del suo amico Mike Bongiorno. La sua storia insomma è uno scrigno di ricordi e il suo savoir faire lo ha portato anche a condurre una edizione di Domenica in.

Fu scoperto da Luciano Rispoli, allora dirigente Rai, che ne fiutò il talento onnivoro e lo fece debuttare nel 1968 come autore e regista dello spettacolo La maga Merlini, con protagonista Elsa Merlini. Nonostante fosse un fedelissimo della Rai, con l'avvento della tv commerciale scrisse e condusse programmi di ogni tipo, e fu anche anticipatore della mania degli show culinari che imperversano oggidì, inventandosi Telemenù con Wilma De Angelis.

Non si poteva proprio chiedergli di più.