Genova, presto il responso sull'autenticità di sette opere

Alla fine sono sette, sei dipinti e un disegno, le opere di Modigliani, mostra in corso a Palazzo Ducale di Genova fino al 16 luglio, su cui occorre fare chiarezza. Si attende a giorni la perizia di Mariastella Margozzi, direttrice della Galleria d'arte moderna di Roma interpellata dagli inquirenti dopo l'apertura di un fascicolo presso la procura di Genova. Tutto nasce dall'esposto del collezionista Carlo Pepi ai carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale di Roma, in cui si sollevano dubbi in realtà su ben un terzo delle opere esposte, linea supportata dal critico d'arte francese Marc Restellini.

Rudy Chiappini, curatore della mostra, ha ribattuto con un dossier di novanta pagine con percorsi espositivi, pubblicazioni scientifiche, cataloghi e perizie di esperti delle opere indicate. Di alcune vengono inoltre segnalati i vari passaggi di proprietà, è il caso di Cariatide rossa - Gli sposi (recto e verso) e del Nudo disteso (Ritratto di Céline Howard). C'è da chiedersi perché Pepi non abbia fatto osservazioni quando due anni fa il ritratto di Chaim Soutine è stato esposto a cura del Centre Pompidou a Palazzo Blu di Pisa, dove vive, insieme per inciso a due disegni di sua proprietà. A proposito di Restellini: Annuncia nel 2001 di voler pubblicare un suo catalogo ragionato fa osservare Chiappini - Il 1° gennaio 2015 l'Institut Wildenstein di Parigi, che gli aveva commissionato l'incarico, gli ha ritirato il mandato». Il fatto è che per Amedeo Modigliani non esiste ad oggi un solo esperto universalmente riconosciuto, a decretare l'autenticità può essere solo la comunità scientifica internazionale.

Chiappini sottolinea come le opere in mostra siano frutto di scelte «conservative e prudenziali: non è stata questa l'occasione per proporre nuove attribuzioni, benché siano giunte varie proposte». Intanto nella «stanza» Kisling l'indicazione di dipinto a quattro mani con Modigliani riguardo a tre nature morte è stata declassata a suggestiva ipotesi. Diciamo anche che tra gli autori dei cataloghi di riferimento per questa mostra c'è Christian Parisot. Con Restellini non si amano affatto e sono stati protagonisti in passato di vicende giudiziarie a dir poco surreali circa falsi Modigliani. E poi c'è quella data, 20 gennaio 1920: tra tre anni scocca il centenario della morte di Amedeo Modigliani e alla vigilia di un'occasione così importante anche Chiappini - vent'anni di direzione del Museo d'arte moderna di Lugano e curatore di una mostra di Modigliani al Vittoriano di Roma - sa che la guerra più o meno sotterranea per accreditarsi come il massimo esperto è già cominciata.

CCl