George Michael, spunta l'ipotesi di overdose Tra gli «eredi» forse i figli di Spice Girls e Spandau

La popstar sarebbe stata stroncata dall'eroina, della quale faceva un uso smodato

Ora spunta l'ipotesi dell'overdose. Come (quasi) sempre accade, la morte di una celebrità scatena la sarabanda di supposizioni, illazioni, malizie. Povero George Michael. Di certo, come in vita è stato bombardato da gossip e paparazzi scatenati dalla sua vita poco chiara, così, dopo la morte rischia di essere ferito dalle polemiche postume.

È inevitabile.

Dopotutto, le conferme di una «morte serena» per complicazioni cardiache fatte dal manager e dal compagno Fadi Fawaz hanno scatenato la curiosità. Come può un ricco 53enne non malato terminale morire «serenamente» il giorno di Natale? E com'è possibile che il suo convivente si sia accorto del decesso con così tanto ritardo? Ieri il Daily Mail (ma anche Telegraph) ha avanzato, con tanto di nomi e cognomi delle fonti, l'ipotesi di overdose da eroina. «L'infarto è frequente tra gli eroinomani». Secondo l'organizzatore di eventi londinesi Gary Farrow, la popstar «prendeva eroina, è stato portato più volte in clinica, è un miracolo che sia sopravvissuto così a lungo». Prima si diceva facesse un uso smodato di crack.

Ma che gli ultimi tempi di George Michael siano stati tutt'altro che «sereni» lo confermano tante altre fonti. Nelle foto circolate a settembre, appare quasi irriconoscibile tanto era invecchiato e sovrappeso. Sembrava, mutatis mutandis, l'ultimo Elvis Presley totalmente deformato dall'abuso di medicine e stupefacenti. I vicini di casa raccontano di una festa sfrenata poche settimane fa nella casa di Londra, dove poi ha decorato il giardino per le festività natalizie. La ricerca di una normalità che George Michael aveva perso da decenni, prima diventando famoso per la musica e poi anche per il gossip, le posizioni politiche, le vicende giudiziarie. Anche Fadi Fawaz, suo compagno dal 2011, conferma che «le cose si erano complicate recentemente».

E non c'è bisogno di scavare troppo nelle indiscrezioni: è stato lo stesso George Michael a confermarle nel corso di una duplice, toccante intervista al Guardian che ora, in attesa del documentario in uscita nel 2017, sembra il suo drammatico testamento esistenziale. Lì, sfoggiando la tipica sicurezza dell'insicuro, ha confermato l'uso di stupefacenti e l'ambiguità sessuale che l'aveva anche portato davanti al giudice (come dopo i fatti di Beverly Hills nel 1998). Ora però, in attesa di conoscere la reale causa del decesso, si apre la macabra ridda di ipotesi sulla sorte del suo patrimonio, stimato intorno ai 117 milioni di euro.

Secondo le prime ipotesi, George Michael potrebbe aver destinato parte dei propri averi alle due sorelle Melania e Yioda, al suo compagno Fadi e ai due figli del cugino Andros.

Ma tra i destinatari potrebbero figura anche i «figliocci». La popstar era infatti padrino di alcuni figli di celebrità come Martin Kemp degli Spandau Ballet e di Geri Halliwell delle Spice Girls. Insomma il benefattore George Michael, che in vita aveva fatto ingenti e spesso anonime donazioni per i disabili o per la lotta contro il cancro e l'Aids, si ritroverebbe a donare una bella parte dei risparmi a persone già molto ricche. Uno dei tanti paradossi di questa popstar incompiuta.

Commenti

Keplero17

Mer, 28/12/2016 - 14:46

Ottimo testamento, tutta gente che ha bisogno di grano.