Gerontofilia, che passione. Il primo scandaletto è servito

Nel film di LaBruce un giovane si innamora del paziente nero di una casa di cura. Scene esplicite. Ma il tono da commedia smorza la provocazione

«Nel corso degli anni ho incontrato un certo numero di giovani con la fissazione feticistica di avere relazioni con persone anziane. Ho ascoltato storie, la maggior parte delle volte di uomini giovani per i quali la prima esperienza sessuale era stata con un uomo sulla sessantina o anche più». Verrebbe da chiedersi chi frequenta il regista canadese Bruce LaBruce ma poi, dopo aver visto il suo Gerontophilia, ci si accorge dell'assenza di tratti documentaristici o di riferimenti reali. Perché il film, già in odore di scandalo, presentato in concorso alle Giornate degli autori, la sezione autonoma e parallela della Mostra, è piuttosto il racconto della sistematica ricerca di amore di un diciottenne. Certo poi la sua particolare inclinazione a trovarlo in uomini anziani come il Mr. Peabody della tristanzuola casa di riposo in cui gli capita di lavorare è ciò che potrebbe scandalizzare qualcuno. Perché sicuramente gli anziani e il sesso al cinema (ma non solo) sono un tabù, tanto più quando è omosessuale - i tempi di quelli eterosessuali del celebre Harold e Maude sono lontani - come quello tra l'ottantenne Mr. Peabody (Walter Borden) e il protagonista (Pier Gabriel Lajoie), senza infine dimenticare che il regista si diverte a metterlo in scena tra una ragazzo super-Wasp e un anziano di colore. Cosa che, per certi versi, è ciò che più scandalizzerà il pubblico statunitense.

Anche se il regista che è abbonato alle trasgressioni dopo averci fatto vedere di tutto e di più nei suoli film e nelle sue mostre fotografiche (recentemente a Madrid Obscenity) - sesso tra persone con amputazioni, parafilia, stupri di gruppo, violenze razziali, fino agli zombie gay che trasmettono un virus metafora dell'Aids nel precedente L.A. Zombie - decide qui di inserire scene certamente scabrose in un'ironica cornice da film sentimentale con tanto di fuga d'amore dei due dalla casa di riposo per un viaggio d'amore.

Così inizialmente fa sorridere la scena in cui il ragazzo scopre di avere un interesse per gli uomini anziani quando, bagnino in una piscina, ne salva uno con la respirazione bocca a bocca e il suo costume da bagno non può certo nascondere l'inaspettata eccitazione, poi però il film diventa molto più esplicito. Con, ad esempio, i ralenty di quando il protagonista si gira a guardare il di dietro che spunta dai tipici camici ospedalieri degli anziani della casa di riposo, oppure quando si spoglia e si offre a un altro anziano scoperto mentre si masturba guardando una rivista porno. Oppure, ancora, quando è intento a dipingere i suoi amati ritratti e tira via le lenzuola di Mr. Peabody dormiente soffermandosi in particolare nel disegno delle parti intime cosa che gli provoca un'eccitazione con una conseguente masturbazione. E poi i lunghi baci con l'ottantenne, in macchina, a letto. Il risveglio nei motel e tra le lenzuola il ritrovamento del suo preservativo usato la notte. Nonostante questa lunga teoria di immagini sulla carta scandalose, Gerontophilia non vuole essere programmaticamente provocatorio come è capitato in passato (l'anno scorso il sesso con il crocifisso in Paradise: Faith dell'austriaco Ulrich Seidl). La confezione da commedia romantica fa la differenza. Un po' furbescamente.