Gf Vip, l'ex gattamorta: "Assistiamo a una involuzione umana"

Una lunga lettera in cui Marina la Rosa dice cosa pensa sul caso Clemente Russo e Stefano Bettarini

"Vi assicuro che essere scelti tra 16.000 persone fa un certo effetto. Non c’erano dubbi, noi dieci avevamo qualcosa in più, eravamo i prescelti". Marina La Rosa, conosciuta al grande pubblico come la gattamorta, ha partecipato alla prima fortunatissima edizione del Grande Fratello, nel lontano 2000. Sparita ormai dalle scene, ha deciso di scrivere una lettera a Dagospia per dire la sua sul nuovo format, quello con i vip.

"Credo, tra l’altro, di poter vantare una certa autorevolezza per commentare il (triste) clamore mediatico creatosi attorno a questa formula di reality". Già dalle prime righe, l'ex gattamorta fa intendere il suo disappunto sul programma condotto da Ilary Blasi. Ma prima di esprimere il suo pensiero sul caso di Clemente Russo e Stefano Bettarini,o comunque sullo show in generale, ci tiene a raccontare le fatiche della sua vita a seguito della partecipazione al Gf.

"A noi dedicavano le copertine di tutti i giornali, per noi le ospitate televisive più pagate, ma anche ospitate nei locali, discoteche, inaugurazioni e sagre del porcino. Insomma altro che vodafone, tutto girava intorno a noi. Mi ricordo di aerei privati che venivano a raccattarmi ovunque mi trovassi per assicurarsi la mia presenza, con a bordo dolci, fiori, bollicine, compresi trucco e parrucco. Soldi intorno a me ma, soprattutto, nelle mie tasche, tanti e facili, come se piovessero (ovviamente col tempo spariti). I fotografi più importanti, i giornalisti più autorevoli, i truccatori più bravi, tutti pazzi per me, la gattamorta. Ma chi fosse poi in realtà questa gattamorta nessuno se lo chiedeva realmente. La televisione è un tritacarne ed io dovevo essere lì, qui, là, qua e anche quo e sempre sorridente. Eh no dai, mi si stava chiedendo un po’ troppo ma questa è un’altra storia".

Finita la notorietà, Marina La Rosa è costretta ora a parlare dei vip: "Mi trovo dunque a scrivere con sentimento misto: da un lato, l’infinita compassione per questi vip, nel senso di comprendere certo il loro stato di disagio e claustrofobia, dall’altro, la conferma delle loro serie difficoltà relazionali. Assistiamo infatti ad una sorta di processo di involuzione umana. Il vip all’interno della casa è man mano costretto a togliere i filtri della celebrità, del personaggio, trasformandosi in persona normale, ma non per questo umanamente migliore, anzi…quello che sta accadendo in questi giorni nella casa, nonostante le pailletes di Valeria Marini, altro non è che la triste realtà".

In estrema sintesi "i nostri cari vip, una volta tolta la maschera, danno il peggio di se stessi".

Ma attenzione, non tutti. Perchè le uniche parole buone Marina La Rosa le riserva a Clemente Russo e Stefano Bettarini: "nu brav’ uaglione" il primo e "non ha fatto niente di diverso da ciò che fanno la maggior parte degli uomini" il secondo". Insomma, possono essere perdonati.

L'ultima stoccata, poi addolcita, è per la presentatrice del programma: "Chiudo con la (chiamiamola) conduzione, nonostante Ilary non governi magistralmente la lingua italiana, io la guarderei per ore ed ore ed ore.. aò è bella da morì, ammappete!".