Gigi Proietti uno, nessuno, centomila

Ho avuto qualche dubbio quando ho saputo che il vulcanico Proietti si sarebbe cimentato con un personaggio del calibro di Edmund Kean. Un attore che rivoluzionò il teatro inglese. Ma devo ammettere che questi dubbi sono stati immediatamente fugati dall'estro proteiforme dell'attore. Che, solo in scena in com- pagnia di una funerea cassapanca, accompagnato dalle musiche di Fiorenzo Carpi, evoca tutti i fantasmi dei grandi eroi shakespeariani. Mostrandoci le capacità tecniche e poetiche che hanno fatto, in ogni epoca, la fortuna dei mattatori. Tanto che persino quella cassapanca gli permette di creare qualsiasi personaggio. In poco più di due ore Gigi, con accenti modernissimi, ci svela la vita dell'attore Kean come si riverbera nel testo teatrale di Fitz Simons. Dato che si passa da Amleto a Re Lear, da Otello a Prospero fino ad arrivare a lui, l'attore Kean, che interessò persino Sartre in un rifacimento del famoso testo di Dumas padre che porta lo stesso titolo. Testo che, negli anni cinquanta, fu un cavallo di battaglia del suo grande amico Vittorio Gassman. Ma la serata non si limita a un mero collage di personaggi famosi. Perché l'attore, trattandoli come se fossero dei personaggi meccanici, li carica del suo spirito intraprendente di grande sociologo della scena. In una meravigliosa rappresentazione che coniuga tutto il teatro sotto la poliedrica maschera di Proietti, il più grande mattatore che ancora ci rimane. Successo strepitoso.

OMAGGIO A SHAKESPEARE - Roma, teatro Globe di villa Borghese