Giovanni della Croce santo poeta del '500

Rino Cammilleri

Quando lo canonizzarono, nel 1727, il corteo fu spagnolescamente maestoso, c'era pure il re Filippo V. Eppure era lo stesso uomo che nel 1578 era dovuto scappare dal carcere tramite una corda di stracci annodati. Juan de Yepes, passato alla storia col nome religioso di Giovanni della Croce, era vissuto nella Spagna del Siglo de oro, percorsa da inquietudini spirituali e da Conquistadores, da principi e navigatori, riformatori e rivolte dei musulmani. Vita durissima, la sua, di povero figlio di hidalgo caduto in miseria. Nato nel 1542, entrò in un istituto per poveri, vinse una borsa di studio e poté frequentare le migliori università, diventando filosofo e teologo apprezzatissimo. Mario A. Iannaccone è un autore eclettico, che, dopo aver studiato la rivoluzione psichedelica e i serial killer, ha trovato in Juan de la Cruz un personaggio avventurosissimo di cui parlare con taglio storico e laico: Benché sia notte. Vita e Opera di San Giovanni della Croce (Ares, pagg. 480, euro 22). L'impressionante vicenda delle fondazioni del nuovo ordine religioso, i carmelitani scalzi, va di pari passo col ramo femminile creato da Teresa d'Avila, alla morte della quale, però, Giovanni venne accantonato, lui, uno dei più grandi mistici di tutti i tempi. Morì, dimenticato, per una cancrena alla gamba nel 1591. Cadeva in estasi di frequente e quel che aveva visto non poteva riferirlo con linguaggio corrente. Il mezzo che più si avvicinava all'esattezza delle sue visioni era la poesia, e lui divenne poeta, uno dei più potenti. Le sue composizioni sono classici della poesia spagnola rinascimentale, Cantico spirituale, Fiamma d'amor viva, Salita al monte Carmelo, La notte oscura, Benché sia notte, Il pastorello sono alcuni dei suoi titoli più famosi. Ma chi l'aveva incarcerato, in quel 1578? Altri carmelitani, ostili alla sua riforma. Lo rinchiusero in una oscura cella dell'imponente Carmelo di Toledo. Lui, dopo un anno, attese una notte senza luna, eluse le guardie e si calò giù per cinquanta metri, nel buio, quasi rompendosi una gamba. Si nascose tutta la notte in un androne, poi trovò rifugiò in un convento di suore di clausura, che lo accolsero incuranti del rischio. Dalle stalle alle stelle, come si è detto, ma solo un secolo e mezzo dopo la sua morte.