Goytisolo, scrivere per ribellarsi al franchismo

Premio Cervantes 2014, criticò sempre l'establishment della Spagna, da cui fuggì nel '56

Romanziere e saggista - uno dei più importanti della Spagna contemporanea, vincitore del premio Cervantes 2014 - ma soprattutto esule volontario fino all'ultimo respiro: è morto ieri a 86 anni, nella sua casa di Marrakech, Juan Goytisolo, dopo una lunga malattia. «Tutto quello che ho creato è un risultato della guerra civile», diceva. «Ho scoperto che il mio vero, tirannico genitore era Franco: mia madre fu uccisa dalle sue bombe, la mia famiglia distrutta». Non parlava volentieri del padre, cattolico, anticomunista, fedele a Franco e imprigionato dai repubblicani.

Nato a Barcellona, Goytisolo scelse l'esilio nel 1956, in pieno regime franchista, dopo la messa al bando dei suoi libri, per stabilirsi a Parigi, dove lavorò per Gallimard come lettore. Amico stretto di Jean Genet e protagonista della vita intellettuale francese degli anni Sessanta, Goytisolo scoprì molti scrittori latino-americani, come Carlos Fuentes, Guillermo Cabrera Infante e Manuel Puig, autore de Il bacio della donna ragno. Ma presto anche la cultura europea gli sembrò di vedute ristrette e prese prima la strada di Tangeri e infine, dopo la morte della moglie, si stabilì a Marrakech.

Professore di letteratura negli Stati Uniti nei primi anni Settanta, considerato un outsider non solo per le sue continue rotture culturali ma anche per la complicata confessione di bisessualità nel periodo in cui la Spagna fece del machismo un culto, è autore di oltre venti romanzi e di racconti, tra cui Fiestas (1959), L'isola (1964) e Le settimane del giardino (2004), tutti pubblicati da Einaudi; Paesaggi dopo la battaglia (Cargo, 2009) e Esiliato di qua e di là. La vita postuma del Mostro del Sentier (Mimesis, 2014). Eclettico membro della «nueva ola» di scrittori spagnoli del secondo Novecento, instancabile studioso di culture differenti, ha criticato per tutta la vita l'establishment spagnolo, ma ha avuto poi cura sempre di ricercare ed esaltare le radici moresche ed ebraiche del suo Paese, e appassionarsi alle culture islamica, maghrebina, catalana e turca.