Guzzanti fa le pulci a Fiorello: troppo prevedibile

Ecco, Fiorello non fa a tempo a dire che vorrebbe una radio tutta sua e spunta un satiro beffardo come Corrado Guzzanti a dire - non direttamente certo perché non è nel suo stile, ma procedendo per sillogismi - che in radio lo showman siculo ci dovrebbe... rimanere. Alla vigilia del suo ritorno in tv, su Sky Uno HD giovedì 14 giugno in prima serata con il suo bis Aniene 2 - Molto rigore per nulla, il comico e trasformista spiega perché lo si vede di rado in tv, soprattutto su quella generalista. «In questi anni ho poca voglia di fare tv, perlomeno quella in stile Telethon, e cioé show che durano tre ore e passa. La convinzione dei creatori di palinsesti è che se con un programma vai lungo, come si dice, alla fine vinci sugli ascolti. Questi programmi li si conosce, sono molto classici e negli anni Duemila son tornati in auge: c’è un entertainer che non si schioda dal palco, parla col pubblico, ha come ospite il cantante o il tennista di turno, col quale più o meno improvvisa gag. E il pubblico inquadrato ride».
Manca la fototessera di Fiorello e l’identikit è completo. A voler essere cattivi, nel mirino ci finisce inquadrata pure sorella Sabina. Difatti: «Anche Sabina, ma non per sua volontà - rincara Corrado - ha ceduto allo show stile Telethon, troppo lungo. Poi a lei piace l’idea di unire la comicità con l’informazione...». E nemmeno Zelig, fresco orfano di Claudio Bisio (e Paola Cortellesi), ne esce troppo bene, anche se «verso Zelig - ammette Guzzanti - non ho preclusioni nell’apparire, prima o poi, come ospite. Diciamo che sono uno che procrastina, e alla fine la loro stagione finisce sempre prima che mi sia deciso». Sarà. Intanto il Corrado dalla faccia gommosa pronta a farsi mille altre facce troneggerà giovedì prossimo in un secondo capitolo di quel Aniene che, a giugno 2011, fece il botto: audience media complessiva di 868.451 spettatori, di cui il 23% in ascolto differito, e con circa 60.000 abbonati tuffatisi nel programma attraverso Sky On Demand. Senza contare il successo delle visualizzazioni degli sketch sul web.
Una pioggia di gag vedrà scorrere sullo schermo personaggi reali parodiati e fantastici, alcuni storici come il giovane Lorenzo che, incredibile a dirsi, arrotonda la paghetta scippata a mamma preparando... i palinsesti per La7. E a proposito di La7, rivela il comico romano, «mi ha fatto a suo tempo una proposta interessante, ma ripeto: direi di sì se riscoprissero la seconda serata. In ogni caso a Sky sto bene e vorrei produrre più Aniene all’anno». Ci sarà un comico con faccia e mitra di Rambo che piange amare lacrime perché Silvio «ormai non conta più niente» e i comici come lui non vengono più corteggiati dalla tv. E ci sarà pure qualche dedica al Governo Monti («ma non a Monti personaggio, non c’era più tempo», la motivazione ufficiale) come da sottotitolo alquanto pessimista al programma: Molto rigore per nulla, dove Shakespeare serve un assist crudele.