Da Hansel&Gretel a Kiki Le streghe sono tornate

Dopo il nuovo "cult" di Rob Zombie arriverà il film di Miyazaki. Boom negli Usa del fantasy ispirato alla fiaba: 200 milioni al box office

Bianche o nere, cavalcando la scopa oppure i sogni, volano le streghe sul grande schermo di primavera. E se Voltaire sosteneva che le streghe finiscono quando noi smettiamo di bruciarle, Rob Zombie le manda sul rogo un'altra volta, ravvivandone la terrificante presenza tra fiamme ardenti. Ed è fibrillazione per il suo ultimo horror Le streghe di Salem, da giovedì in anteprima mondiale tra Roma, Milano e Torino per una sera soltanto, subito dopo l'evento di chiusura del Future Film Festival bolognese, il giorno precedente. Mentre il 24 Notorius Picture distribuirà 200 copie del thriller più nero di questo regista, produttore e musicista metal, diventato di culto sfruttando il business della paura. Insieme a B.K.Everson, Zombie, all'anagrafe Robert Bartleh Cummings, ha pure esordito come romanziere, vincendo nel 2010 il premio American Library Association con il libro Le streghe di Salem (Newton Compton).

Non c'è che dire: strizzando l'occhio a Marilyn Manson, insieme al quale spesso si esibisce, e guardando a un satanismo di classe stile Bel Air, Rob, classe '65, fa soldi a palate. Dopo La casa dei 1000 corpi, La casa del diavolo e il dittico di Halloween, stavolta Zombie gioca le sue migliori carte in Massachusetts, ambientando a Salem, a nord di Boston, il suo ambizioso film. E se con 5 dollari fai il tour guidato al locale Museo delle Streghe, ricordando le tragedie del 1692, quando i puritani bruciavano donne in odor di occultismo, perché non far partire un gioco oscuro tra fantasia e realtà? Così, capita che Heidi, alias la bionda moglie di Rob, Sheri Moon, sempre lesta alla risatina isterica, faccia parte d'un gruppo di dj radiofonici, il Big H Radio Team. Un giorno le arriva una scatola di legno, con dentro un disco in vinile: firmato Lords of Salem (titolo originale del film). La solita band in cerca di visibilità, pensa lei, mettendo sul piatto quel vinile. Che, però, gira al contrario (citazione da Eyes Wide Shut di Kubrick), mandandola in una trance lisergica, dove la ragazza, ex-tossica, rivive un passato angoscioso di roghi e inquisizioni, streghe nude nei boschi e urla disumane. Certo, Heidi porta lo stesso cognome del reverendo Hawthorne (Richard Lynch), che nel XVII secolo torturava le presunte streghe. La tensione aumenta, tre donne uccidono i loro compagni contemporaneamente e intanto la protagonista è seguita a distanza in stile Carpenter: non sarà che Heidi deve tornare a disintossicarsi? Lo pensano i colleghi, ma nel frattempo il disco gira come si deve, diventa hit radiofonica e i misteriosi Lords of Salem daranno un concerto in città. A quel punto, si scatena l'inferno: dopo 300 anni, la Bestia gusterà la sua vendetta, con Heidi a partorire, sul palco e tra i fumi, il frutto degli accoppiamenti satanici. Va da sé che la colonna sonora, tra l'altro con gli evocativi Velvet Underground, fa la sua parte trainante, mentre un crocifisso con luce rossa pulsante riassume il gotico americano alla Zombie.

Dalla strega nera alla streghetta bianca del regista premio Oscar Hayao Miyazaki, è il passo di un cartoon: Kiki - consegne a domicilio (dal 24 aprile, con Lucky Red). Tratta dall'omonimo romanzo di Eiko Kadono (Kappa Edizioni), tale storia iniziatica mette al centro del film la strega adolescente Kiki: a 13 anni, come da tradizione,salirà sulla scopa e via con Jiji, il gattino nero parlante. L'anno di noviziato non sarà facile e l'apprendista stregona perderà l'innocenza e le doti magiche, scoprendo però il proprio lato umano. Un capolavoro animato del 1989 e la riscoperta di un notevole film dello Studio Ghibli, dunque, distante dal fantasy a tinte fosche di Hansel&Gretel - Cacciatori di streghe 3D (dal 1° maggio, dopo l'anteprima al FFF di Bologna), girato da Tommy Wirkola. Il quale s'ispira alla fiaba dei fratelli Grimm, affidando a Gemma Arterton e a Jeremy Renner 90 minuti di azioni spettacolari, con i protagonisti cresciuti e diventati cacciatori di fattucchiere. Tra effetti speciali e un'ironica strega, i 200 milioni di dollari al box-office Usa confermano la tendenza hollywoodiana: rileggere le fiabe tradizionali con disinvoltura pop.