Da "Happy Days" alla droga La brutta fine di Erin Moran

Era la "Sottiletta" della celebre serie con Fonzie e Richie Ma dopo era entrata nel tunnel di alcol e gioco d'azzardo

Tutti la ricordano come «Sottiletta», la Joanie di Happy Days (mitica serie televisiva prodotta tra il 1974 e il 1984). Una pioggia di lentiggini su un faccino pulito. Un sorriso enorme e rassicurante in cui tutte le teen ager americane avrebbero potuto specchiarsi e sognare con rimpianto i mitici anni '60. Ma i giorni di Erin Moran (1960-2017) non sono stati affatto così happy. La notizia della morte dell'attrice è stata diffusa ieri, aveva 56 anni. Il suo corpo è stato ritrovato nella contea di Harrison, in Indiana, quando in seguito a una chiamata al numero di emergenza 911 sono arrivati i soccorsi. Le cause e le circostanze del decesso sono ancora sconosciute, ma è stata disposta un'autopsia. Alcuni giornali Usa però accreditano la possibile overdose. Di certo gli ultimi anni della star del piccolo schermo sono stati travagliati. Già nel 2012 era praticamente ridotta allo stato di indigenza e afflitta, sempre secondo i media Usa, da gravi problemi di alcol, droga e gioco d'azzardo. Trasferitasi a Corydon, il piccolo capoluogo della contea di Harrison, con il marito Steve Fleishchmann, ha da prima vissuto in una roulotte dopo che la sua casa californiana era stata sequestrata a causa dei suoi dissesti economici. Poi, è stata cacciata dal campeggio si è a lungo ridotta a vivere spostandosi da un motel all'altro.

La Moran, originaria di Burbank in California, in Happy Days era Joanie, la sorella più piccola di Ricky Cunningham, il miglior amico di Fonzie, interpretato da un giovanissimo Ron Howard e nella versione italiana della serie tv veniva chiamata «sottiletta». Già prima di Happy days la Moran, bambina, aveva partecipato anche ad altre serie tv come Una famiglia americana (1971), Tre nipoti e un maggiordomo (1966), Io e i miei tre figli (1960). Anche se è stata da sempre considerata un'attrice da piccolo schermo, aveva debuttato con uno spot, aveva per altro recitato anche in qualche film per il cinema: con Debbie Reynolds in Uffa papà quanto rompi (1968). Però la parte di Joanie, in un certo senso, le è rimasta incollata addosso. Le ha dato un successo enorme ma non l'ha aiutata a ritagliarsi uno spazio diverso nel mondo dello spettacolo, cosa invece riuscita a esempio a Ron Howard. Howard che ha subito lanciato su twitter un messaggio di dolore e di saluto: «Una notizia triste, triste. Riposa in pace Erin. Ti ricorderò sempre nel nostro show cercando di recitare sempre meglio, divertendoti e illuminando gli schermi tv». Gli ha fatto eco anche Henry Winkler, il mitico Fonzie: «Oh Erin... ora finalmente avrai la pace che hai cercato invano su questa terra». Per certi versi anche Winkler ha fatto fatica a staccarsi dal suo personaggio. Però c'è riuscito anche trasformandosi in scrittore per ragazzi.

La Moran invece è rimasta «Sottiletta». Anzi la ragazzina tutta lentiggini e sorriso era così piaciuta da dare vita a uno spin-off Joanie Loves Chachi. Insieme a Scott Baio, che nella serie originale interpretava il cugino di Fonzie e di cui Joanie si innamorava. Lo spin-off raccontava della coppia di fidanzati che si trasferiva a Chicago per cercare di sfondare come duo musicale. Tra i due protagonisti secondo le cronache dell'epoca scoppio davvero l'amore. Nel frattempo la Moran, nel 1983, vinse il premio Young Artist Awards. Sembrava il coronamento di una carriera.

Poi però Joanie Loves Chachi non ha avuto il successo sperato e la carriera della Moran è andata avanti tra alti (pochi) e bassi. Sostanzialmente a parte alcune comparsate in serie televisive (come la Signora in giallo) e in qualche film nulla. Su questa carriera in stallo, fu inutile il tentativo di rilanciarla con la commedia indipendente Not Another B Movie (2010), si è innestata una vita privata travagliata e complessa.

Commenti

cecco61

Lun, 24/04/2017 - 09:56

Strano mondo quello degli attori: tutti, o quasi, politically correct pronti a salvare anche le cimici, pur di farsi pubblicità, ma ben attenti a soccorrere un amico o collega in difficoltà. Non è dato sapere ma fa pensare il commento di Howard: forse qualche piccola parte in alcuni dei suoi film avrebbe potuto evitare il declino dell'amica di un tempo.

ziobeppe1951

Lun, 24/04/2017 - 13:32

Gloriosa fine per gli splendidi splendenti!

cgf

Lun, 24/04/2017 - 13:39

[Quasi] tutti i 'bambini prodigio' dello spettacolo, soprattutto cinema/TV, una volta +grandi cadono in rovina. Tra i pochi si salva Shirley Temple, ma erano anche altri tempi.

Angelo664

Lun, 24/04/2017 - 14:55

Tra tutti i suoi ex colleghi diventati famosi, parlo in particolare di Ron Howard che ha fatto i milioni, nessuno ha cercato di aiutarla aprendo il suo personale borsino invece di mandare messaggi su Facebook ?.. e pure postumi ??? Magari una parte in qualche film potevano anche trovargliela !!

Keplero17

Lun, 24/04/2017 - 16:05

Non è un caso isolato. La stessa identica sorte toccò a Dana Plato che interpretava Kimberly Drumond nella sit-com Arnold. Droga, alcol, vita finita in una roulotte per overdose.