Hitchcock lo stalker: era ossessionato dall'attrice di "Uccelli"

Il regista la spiava e le annusava la biancheria in camerino. In "the Girl" la storia di Tippi Hedren e del mago del thriller

Tempo galantuomo? Ma fateci il piacere. Prendiamo i tremori d'una veterana di Hollywood, l'ottantaduenne rifattissima Tippi Hedren, musa di Marnie e dello stracult Gli uccelli di Alfred Hitchcock, ora che Sienna Miller la rifà in The Girl. Nel telefilm Bbc (in onda dal 12 settembre), la bionda che fece impazzire il Mago del Brivido viene infilzata come una farfalla nel momento vintage in cui Hitch la perseguita per portarsela a letto. «Mi eccita il fatto che Sienna interpreti me. È perfetta per il ruolo. Ma ho solo una riserva. Mi preoccupa, cioè, che il mio personaggio non risulti forte abbastanza, come ero e sono rimasta. Per combattere Hitchcock dovevo essere estremamente forte», va dicendo quella che è la mamma di Melanie Griffith. Il fatto è che Tippi, notata da Hitch nel 1961 in uno spot tv e subito presa per Gli uccelli (1963), dove fu strepitosa come fragile, nevrotica, bambinesca lestofante, a letto col famoso regista non ci andò mai. Non lo volle fare quel passaggio fondamentale, per cui un'attrice passa da generica a star. Miss Hedren, l'algido tormento ed estasi per l'obeso e forse bisessuale Alfred, rimase un diamante di purezza sui due set, che la trasformarono in icona. Eppure, il regista dal profilo inconfondibile, pappagorgia e aria sorniona, la spiava ovunque, ne ascoltava le conversazioni al telefono, ne annusava gli abiti in camerino e oggi, forse, lo denuncerebbero per stalking. Perché le abitudini di Tippi cambiarono, a partire da quell'incontro fatale. «Dopo Marnie, Hitchcock mi disse che la mia carriera avrebbe fatto un balzo, se fossi andata con lui. Lo ammiravo tremendamente, per il suo grande talento e ancora lo ammiro. Però, il suo comportamento fuori dal set mi disturbava. Mi turbava il suo approccio sessuale con me», racconta al Daily Mail la botoxata, consulente di The Girl di Julian Jarold, che insiste sulla dominazione di Hitch e sul rapportaccio che «la ragazza» ebbe col suo méntore, pronto a lanciarla, per passare all'incasso in natura.
Il tempo non è galantuomo, se mentre girano le foto di Sienna e di Toby Jones che impersona il regista ai tempi di The Birds, con l'uccello morto ai piedi di lei, la comparazione irrita. Basta notare con quale fiero distacco Miss Tippi, altera nell'egregio tubino di raso, guarda l'obiettivo e solleva con classe il gomito. E poi soffermarsi su Sienna, identica posa con variazioni stile Settimana Enigmistica: il tubino c'è, lo chignon pure, ma manca la sprezzatura da diva. Al suo primo film dopo il parto della figlia Marlowe, Sienna tiene il corvo vicino a sé, lo guarda ammiccante: l'uccello non le fa paura, anzi. Eppure, quegli scatti promozionali, nel caso della musa di Hitch, funzionavano da monito: tu, regista famoso e corvo minaccioso, non mi avrai. Nonostante sia la tua ossessione, morirai senza avermi. Così fu: il regista londinese è morto nel 1980 e Tippi, che vive nel suo ranch in California, circondata dagli animali, ripensa alla performance della sua vita, rivelando che Hitch le stroncò la carriera. «Voleva possedermi completamente. Insieme avremmo potuto girare film meravigliosi, se non avesse distrutto tutto con la sua foia. Ero una ragazza altamente morale. Non potevo sottomettermi a lui, non m'importava se mi rovinava la carriera», ha insistito lei alle Fairfield Halls di Croydon, durante lo show Hitch. I maligni pensano che dovrebbe tacere: il maestro del giallo si rivolse a lei, solo perché Grace Kelly non era disponibile. E che Hollywood sia alla frutta, si evince dall'altro biopic su Hitch, Hitchcock di Sasha Gervasi, con il somigliante Anthony Hopkins nei panni di lui, mentre gira la magnifica ossessione di Psycho. Scarlett Johansson rifà Janet Leigh, sul set alle prese con la gelosa signora Hitchcock (Helen Mirren), le docce gelate e le manie di James D'Arcy, che rifà Anthony Perkins quando faceva il malatone del motel. Tra sequel, remake e biopic autoreferenziali,la fabbrica dei sogni si sta seppellendo (vedi l'ultimo Batman funesto).

Commenti
Ritratto di fritz1996

fritz1996

Mar, 24/07/2012 - 16:12

Gli americani, in crisi di creatività, rifanno, rifanno e rifanno; e gli italiani? Non sono capaci neanche di questo... anche perché, diciamolo, i nostri grandi film erano talmente eccelsi che l'idea sola che qualcuno possa rifarli (o, peggio, aggiornarli) mette i brividi. Vi immaginate La Dolce Vita rifatta? O Rocco e i suoi fratelli? O... ma lasciamo perdere, il gioco è troppo crudele, e mette troppo in evidenza l'abisso che c'è tra l'oggi e il bel(cinematograficamente parlando)tempo che fu.