"Da Ligabue a Fedez canto a Vivavoce la mia nuova rinascita"

Anche tanti giovani nel Forum tutto esaurito. "Spesso mi chiedo: come fanno a conoscermi?". In concerto anche brani di Elvis e Cohen

Alla fine lui poi arriva sorridente ma con quel sorriso alla De Gregori: misterioso. Ha appena convinto gli undicimila del Forum con un signor concerto che da Finestre rotte passa per superclassici come Generale o Titanic o La donna cannone e dopo quasi due ore e mezza si adagia sulla quasi dimenticata Volavola fino a che non si spengono le luci. De Gregori in grandissima forma, bisogna ammetterlo, sia vocalmente che per attitudine serena come si capisce anche dalla sua ultima raccolta, quel Vivavoce che mostra i suoi successi come se fossero stati incisi ieri. E non c'entra tanto l'arrivo inatteso di un Ligabue con la febbre a 39 (quattro brani insieme: Non dovete badare al cantante , Atlantide , Alice e Il muro del suono ). C'entra che De Gregori è rinato, la sua band suona con piglio rock canzoni spesso folk e in platea c'è una quantità di ragazzi quasi impensabile per un cantante di 64 anni che ha debuttato 43 anni fa. Onestamente, è la seconda consacrazione di un cantautore per brevità chiamato artista che, dopo alti e bassi, ha trovato l'equilibrio decisivo.

Si può dire, caro De Gregori, che sia una nuova vita?

«No, una nuova vita no, ma un bel momento sì: le mie canzoni arrivano meglio, insomma sono soddisfatto».

Qui al Forum c'è una quantità di ragazzi che non erano neppure nati quando lei ha registrato Rimmel.

«Il mio filo con i giovani non si è mai interrotto. Anche anni fa, quando li vedevo ai miei concerti, mi chiedevo “ma come fanno a sapere che esisto”?».

Magari ascoltano la stessa musica dei genitori.

«Anzi. A 17 o 18 anni spesso ascolti il contrario di quello che piace a loro».

Allora perché ha deciso di riarrangiare e reinterpretare i suoi classici?

«Perché rispetto a magari quarant'anni fa sono cambiate la mia voce e i musicisti che mi accompagnano anche dal vivo».

Al Forum è arrivato anche Ligabue. Sorpresa.

«Tra di noi c'è una sintonia musicale nata quando abbiamo cantato insieme la nuova versione di Alice per Vivavoce . Ci siamo conosciuti meglio, gli ho chiesto di venire qui sul mio palco e ora potrei anche andare sul suo».

Intanto lei appare (in video) anche su quello di Fedez.

«Fedez è avanti. Il rap appartiene a Fedez. Ma Fedez non appartiene solo al rap».

De Gregori in questo concerto canta anche Elvis ( Can't help falling in love with you ) e Il futuro , riadattamento di The future di Leonard Cohen.

«Già, il brano di Elvis mi piace molto e quindi lo “infliggo” al mio pubblico. Quanto a Cohen, è stato bravissimo a scrivere quella canzone sull'orrore del mondo, quasi inserendosi sulla strada aperta da Goya e da Conrad. Io non sarei mai stato in grado di essere così chirurgico».

Il 22 settembre festeggerà all'Arena di Verona i quarant'anni di Rimmel. Cantando tutti i brani uno dopo l'altro.

«E sarà una festa di compleanno nella quale Rimmel è la candelina. Ai compleanni si invitano gli amici, non solo i parenti che hanno il tuo stesso sangue. Quindi con me ci saranno, per ora, Fedez, Malika Ayane e Caparezza. Ligabue? Non so».

Vasco Rossi ha cantato Generale.

«Non lo invito perché non vorrei farmi dire di no, so che questi eventi non sono sempre nelle sue corde. Però sarei felicissimo se venisse. Anzi, se leggendo queste parole volesse venire, è il benvenuto».

A proposito, lei il primo luglio al Lucca Festival suonerà sullo stesso palco di Bob Dylan. Duetto in vista?

«Non credo proprio. Al limite mi farò firmare la locandina del concerto».

Dopo X Factor nelle scorse settimane ha partecipato anche allo show di Cattelan su Sky. Una volta navigava molto più lontano dalla tv.

«Sì ero molto più diffidente. Ma è anche vero che, rispetto a dieci anni fa, la qualità dei programmi musicali in tv è decisamente cresciuta. Dieci anni fa non c'era Cattelan e non c'era la band che lo accompagna in studio, gli Street Clerks, bravissimi».

Insomma la nuova fase di De Gregori si capisce anche dagli audiolibri che ha pubblicato. Non è proprio un'iniziativa da tutti.

«Ho iniziato leggendo Cuore di tenebra di Conrad, poi ho scelto America , uno dei libri meno noti di Kafka. D'altronde mi piace fare cose strane, mica posso restare sempre da solo con la chitarra in mano».