Tra i film d'autore, si insinua "Jeeg Robot"

Nella cinquina dei migliori film "Perfetti sconosciuti", ma non Zalone

Sarà un caso ma proprio l'anno in cui, per la prima volta dopo 59 edizioni seguite dalla Rai, Sky si è aggiudicato il pacchetto dei sessantesimi David di Donatello, con la premiazione il 18 aprile in diretta su Sky Cinema 1 e sul canale 8 del digitale terrestre, ecco che le candidature annunciate ieri in diretta da Francesco Castelnuovo e Gianni Canova si colorano di titoli inattesi premiando, ad esempio, con 16 nomination film di genere come Lo chiamavano Jeeg Robot esordio di Gabriele Mainetti e Non essere cattivo di Claudio Caligari, il regista scomparso dopo la fine delle riprese. Così nella cinquina del miglior film, oltre a quest'ultimo, compare anche la commedia di grande successo Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese (in totale 9 candidature) insieme a film cosiddetti d'autore come Fuocoammare di Gianfranco Rosi (4 candidature) premiato anche con l'Orso d'oro a Berlino, Il racconto dei racconti di Matteo Garrone (12 candidature) e Youth - La giovinezza di Paolo Sorrentino (14 candidature). Tra le attrici, oltre a quelle italiane, Paola Cortellesi, Sabrina Ferilli, Ilenia Pastorali, Valeria Golino e Anna Foglietta, spuntano pure due straniere come la spagnola Àstrid Bergès-Frisbey per Alaska e Juliette Binoche per L'attesa. Tutti italiani gli attori che concorrono praticamente per gli stessi film, Alessandro Borghi e Luca Marinelli per Non essere cattivo, Marco Giallini e Valerio Mastandrea per Perfetti sconosciuti e Claudio Santamaria per Lo chiamavano Jeeg Robot (film per cui Marinelli è candidato anche come non protagonista).

Insomma in qualche modo sembra che il nuovo corso fortemente voluto da Riccardo Tozzi a capo dell'Anica (la Confindustria del cinema) insieme all'altro ente promotore, l'Agis, dell'Accademia del cinema italiano-Premi David di Donatello sempre presieduta dal decano dei critici Gian Luigi Rondi, stia già dando i primi frutti. Poi magari, con un po' di fortuna, sarà pure l'anno in cui il grande escluso da sempre degli Oscar italiani, Checco Zalone al secolo Luca Medici, riuscirà a portare a casa quella statuetta tanto ambita, da tutti ma non da lui che due anni fa, come rivelò Il Giornale, rifiutò un David speciale «er aver portato la gente al cinema». Fatto sta che Quo vado? di Gennaro Nunziante, secondo maggiore incasso nella storia del cinema italiano a pochi euro di distanza da Avatar di James Cameron, è stato quasi ignorato dai 1916 giurati di varia umanità se non per la candidatura di Sonia Bergamasco come migliore attrice non protagonista, per La Prima Repubblica di Luca Medici come migliore canzone originale e per quella nei David Giovani votati, appunto, da 6000 giovani delle scuole superiori di tutta Italia. Certo sarebbe come una manna dal cielo poter contare su un'apparizione di Checco Zalone durante la cerimonia di premiazione che il 18 aprile su quattro canali Sky, tra cui quello speciale dedicato ai David che partirà il 15 aprile con Mia madre di Nanni Moretti, vedrà alla conduzione il talentoso Alessandro Cattelan che sta lavorando con gli autori del suo programma E poi c'è Cattelan per organizzare «una serata di vero intrattenimento, ritmata e brillante». Certo è che lo spiegamento di forze che Sky sta mettendo in campo, con l'aiuto dei contributi statali, racconta anche di un interesse sempre più forte nel cinema italiano in cui, ha detto Andrea Scrosati (Vice President Programming), vengono investiti ogni anno più di cento milioni di euro tra coproduzioni, diritti d'acquisto e produzioni di serie tv.