I grandi bis di Kavakos

Il 48enne violinista ateniese Leonidas Kavakos sostiene che la miglior conclusione di un concerto sia il silenzio, affinché il pubblico rimanga, il più a lungo possibile, circondato dai suoni. Questo desiderio confligge con la tradizione del grande solista che deve sempre tirar fuori un bis per riscaldare o amplificare l'applauso. Kavakos non ne ha bisogno, ma li ama, come testimonia l'ultimo album del «magno» artista greco (titolo emblematico: Virtuoso), dedicato a spettacolari bis, pezzi che grandi violinisti (Paganini, Sarasate, Wienawski) hanno scritto o ricavato da musiche altrui (Samuel Dushkin da Stravinskij, Vasa Prihoda dal Cavaliere della rosa di Richard Strauss, Szigeti dal Tricorno di Falla).