I tormentoni dell'estate: baci lesbo e tanto "sole cuore amore"

Storia dei tormentoni dell'estate: da Alizée a Paulina Rubio, dalle t.A.T.u. a Valeria Rossi. Brani che ci fanno ballare per tre mesi e poi vengono dimenticati

Il tormentone dell'estate ha delle caratteristiche peculiari molto chiare: deve essere fresco e orecchiabile, deve rimanere in testa sin dal primo ascolto - quindi il testo può anche non essere particolarmente brillante - ma soprattutto deve essere prontamente dimenticato a settembre. Spesso, però, a essere dimenticato non è solo il brano, ma anche chi lo canta. L'artista che per tre mesi ha viaggiato in lungo e in largo per l'Italia, se non proprio per il mondo, a cantare solo un brano, finisce poi rilegato nelle retrovie del mondo della musica. Spesso il secondo singolo ottiene giusto qualche passaggio radiofonico e nulla più, tanto che il cantante in questione rimarrà per sempre "quello che cantava la canzone dell'estate". I casi sono molteplici, da riempire un'enciclopedia intera. Come dimenticare Alizée, così come sottolinea Sorrisi, che nel 2000 a soli 16 anni conquistò l'Europa col suo singolo "Moi... Lolita": un brano giocato sull'aspetto acqua e sapone di questa ragazzina di Ajaccio, che però riusciva anche a tirar fuori un lato un po' sexy e provocante. Il brano recitava testualmente: «Non è colpa mia, e quando smetto di pensarci vedo gli altri tutti pronti a gettarsi su di me. Ma non è colpa mia se sento tutto attorno a me. Io, Lolita». Alizée non si è fermata a quella canzone, ha realizzato ben sei dischi e vinto la versione transalpina di "Ballando con le stelle", ma purtroppo per lei non è più riuscita a superare i confini nazionali.

A proposito di Francia. Indimenticabile anche "Mon petit garçon", singolo di debutto di Yuyu, cantante francese ma col papà italiano. Colonna sonora di uno spot, ha fatto da sottofondo all'estate italiana del 2001. Video superhot, le scene di lei sdraiata sul letto che ammicca alla videocamera hanno innalzato ancor di più la colonnina di mercurio di quell'anno. Yuyu riuscì anche ad arrivare al secondo singolo, "Bonjour Bonjour", ma subito dopo di lei si sono perse le tracce. Addirittura tre, invece, sono le canzoni pubblicate - con discreto successo - dall'australiana Holly Valance, ma per tutti rimarrà "quella della canzone dei baci": la sua "Kiss Kiss", cover di un brano turco, divenne un tormentone in almeno tre continenti, Europa, Australia e Asia. Il secondo album, però, è andato decisamente peggio del previsto, quindi Holly ha abbandonato il mondo della musica per dedicarsi alla recitazione nei telefilm "Prison Break" e "Miss Marple". Dopo queste esperienze, non particolarmente esaltanti, Holly adesso fa la mamma a tempo pieno.

Dalla Russia, invece, provenivano Lena Katina e Julija Volkova, più conosciute come "t.A.T.u.". Il loro è un caso molto più ampio, non limitato alla musica: giocarono la carta dell'amore saffico, cosa che portò le due giovani sulle copertine di tutti i settimanali e in moltissime trasmissioni. Il loro brano più famoso, "All the things she said", può essere considerato tormentone estivo del 2002 anche se venne pubblicato solo in agosto: in pochi giorni scacciò tutti gli altri brani e si impose nelle classifiche di vendita in tutto il mondo, grazie anche a un video pieno di carezze e baci lesbo sotto la pioggia. Ha fatto storia la loro partecipazione alle finali del Festivalbar di quell'anno: per giorni tutti si sono chiesti se si sarebbero davvero baciate anche sul palco dell'Arena di Verona. Alla fine il bacio arrivò, ma molto presto arrivò anche la conferma che il loro amore era puro marketing. Il duo ha continuato a cantare insieme, si è esibito anche nella cerimonia d'apertura delle Olimpiadi invernali di Sochi nel 2014, ma la tensione tra le due era palpabile: pochi giorni dopo, Julia e Lena si sono dette addio - tra le polemiche - con dei video sulle rispettive pagine Facebook.

Facciamo un passo indietro, al 2000. Fu l'estate di Paulina Rubio e del suo brano "Y Yo Sigo Aquí", martellante brano dal ritmo ispanico. A queste latitudini, la canzone è uno degli esempi più chiari di tormentone estivo, e ormai di Paulina resta solo uno sbiadito ricordo. Lei però nel mondo latino è una star, visto che continua a sfornare dischi e singoli che vanno anche molto bene: negli ultimi due anni, infatti, è stata coach di "La Voz of Mexico", sia nella versione per adulti che in quella per bambini, mentre Simon Cowell l'ha voluta negli Stati Uniti per la terza edizione di "X Factor", versione USA.

Anche in casa nostra, però, abbiamo esempi di tormentoni estivi: "Vamos a bailar" di Paola e Chiara, "Easy Lady" di Ivana Spagna, "Vamos a la playa" dei Righeira. Tra i tanti casi, però, il più celebre è quello di Valeria Rossi: nel 2001 la cantautrice nata a Tripoli ha sbancato con un brano facile facile e mai dimenticato, "Tre parole". Il verso "dammi tre parole: sole, cuore, amore" è ormai è entrato nel linguaggio comune e quotidiano, tanto è stato forte l'impatto che Valeria ha avuto sulla società italiana con la sua canzone. Quasi centomila copie vendute, due dischi di platino, il premio come rivelazione dell'anno a Festivalbar 2001, secondo posto tra i singoli più venduti dell'anno. Subito dopo questo brano travolgente, Valeria è scomparsa: il secondo singolo, "Luna di Lana", lo ricordano in pochi. In realtà ha deciso di lavorare dietro le quinte: via il microfono e le telecamere, ha iniziato a scrivere canzoni per altri artisti ma anche libri di ricette vegetariane.