Immigrazione, star e tanta Italia. Ciak: ecco tutti i film di Venezia

Svelato il programma della Mostra del cinema: quattro le nostre pellicole in concorso. Poi tanti americani e francesi

Scompaginando un po' la classica conferenza stampa del passato, privando cioè i giornalisti della cartellina con tutti i film distribuita solo alla fine, il direttore del festival di Venezia Alberto Barbera, con accanto il presidente della Biennale Paolo Baratta ad annunciare l'apertura dei nuovo spazi sull'isola del Lazzaretto Vecchio per i film della Realtà Virtuale, ha avuto più di una parola per quasi tutti i 21 film del concorso principale, i 19 di quello di Orizzonti, i 20 fuori concorso, i 5 di Cinema nel giardino e i 3 delle proiezioni speciali. Un tour de force affascinante e un po' estenuante, da far impallidire qualsiasi atleta figuriamoci i giornalisti impoltroniti del cinema Moderno di Roma, ma non Barbera, navigato timoniere (dal 2011, dopo il primo incarico dal 1998 al 2002) della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia la cui edizione numero 74 si svolgerà al Lido dal 30 agosto al 9 settembre.

Un osservatorio privilegiato, quello della Mostra. Dal quale guardare ogni anno alle tendenze del cinema mondiale senza dimenticare quello nostrano che, stando alle parole di Barbera, sta vivendo una stagione particolarmente felice: «Negli anni scorsi mi lamentavo della scarsa qualità rispetto alla quantità di film prodotti mentre ora abbiamo trovato molti lavori interessanti, una rondine non fa primavera ma tre o quattro...». Ecco dunque appunto i quattro italiani del concorso accompagnati dai commenti del direttore: «Il divertentissimo e provocatorio musical sulla camorra e i neomelodici Amore e malavita dei Manetti Bros. con Giampaolo Morelli, Serena Rossi e Claudia Gerini. L'austero e rigorosissimo Hannah di Andrea Pallaoro con Charlotte Rampling. Una famiglia di Sebastiano Riso con Micaela Ramazzotti, sul tema dell'utero in affitto, un salto di qualità rispetto al suo film d'esordio. The Leisure Seeker di Paolo Virzì con Hellen Mirren e Donald Sutherland, il suo primo film americano, una commedia con toni amari».

Ma è tutto il festival a essere pieno di film italiani come nel fuori concorso con Casa d'altri di Gianni Amelio, Il signor Rotpeter di Antonietta De Lillo, Diva! di Francesco Patierno su Valentina Cortese, Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini con Valeria Goino non vedente (protagonista anche di Controfigura di Rà Di Martino), oppure nella sezione Orizzonti con il curioso «film che guarda al pubblico» - quasi una bestemmia! - Brutti e cattivi di Cosimo Gomez con Claudio Santamaria, Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli sulla cantante dei Velvet Underground, il film d'animazione Gatta Cenerentola di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone e La vita in comune di Edoardo Winspeare. Poi ci sono le sezioni parallele e autonome come la Settimana della critica capitanata da Giona A. Nazzaro con in concorso Il cratere di Luca Bellino e Silvia Luzi e col film di chiusura Veleno di Diego Olivares o come «Le giornate degli autori» orchestrate da Giorgio Gosetti con il tris in concorso di Il contagio di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, Dove cadono le ombre di Valentina Pedicini e L'equilibrio di Vincenzo Marra.

E se sul ponte sventola forte la bandiera italiana (ci sono anche gli omaggi sentiti come quello che Anselma Dell'Olio dedica a Ferreri, Mario Sesti al Fantozzi di Paolo Villaggio e Stefano Consiglio a Giuseppe Bertolucci), il dato che si può trarre dagli altri titoli in concorso è che si parlerà quasi solo in inglese o in francese (i cugini d'oltralpe in grande spolvero con i film di Robert Guédiguian, Abdellatif Kechiche e Xavier Legrand). Così il film d'apertura e in concorso su cui Venezia punta anche per la corsa agli Oscar è lo statunitense Downsizing di Alexander Payne con Matt Damon, ma a stelle e strisce sono anche Mother! di Darren Aronofsky con Jennifer Lawrence e Javier Bardem (che sarà anche Pablo Escobar in Loving Pablo fuori concorso), Suburbicon di George Clooney sempre con Matt Damon, First Reformed di Paul Schrader con Ethan Hawke. Tutte star presenti a Venezia a cui si aggiungeranno Jane Fonda e Robert Redford insieme in Our Souls At Night, fuori concorso, e poi Sienna Miller, Alec Baldwin, Penelope Cruz, Michael Caine, Abel Ferrara che scende sotto casa per girare un film sulla romana Piazza Vittorio. Titolo quest'ultimo curioso legato a uno dei temi portanti del festival, ossia l'immigrazione, proprio come Human Flow dell'artista cinese Ai Weiwei (per capirci quello che ha appeso i gommoni sulla facciata del fiorentino Palazzo Strozzi).

La Mostra è anche molto attenta a non dimenticarsi della centralità delle serie tv con la proiezione dei primi due episodi della nuova serie di Netflix Suburra diretta da Placido, Molaioli e Capotondi e della miniserie statunitense Wormwood di Errol Morris. Last but not least il possibile film-scandalo Brawl In Cell Block 99 di S. Craig Zahler con Vince Vaughn, Don Johnson e la figlia di Carpenter, Jennifer. Programmato a mezzanotte è, secondo Barbera, «uno dei film più violenti degli ultimi anni, poi non dite che non v'avevo avvertito». Buona visione!