"Insurgent", scialbo capitolo di passaggio

Tra cast fuori forma e mancanza di tensione, il secondo episodio della celebre saga è una delusione

È arrivato nei cinema "Insurgent", il nuovo capitolo della saga distopica young adult "Divergent", basata sui romanzi di Veronica Roth. Il cambio alla regia e alla sceneggiatura non sembra aver giovato, perché il seguito è davvero privo di mordente rispetto al primo episodio. Siamo ancora tra le rovine di una Chicago futuristica e sono trascorsi tre giorni dagli eventi sui quali si è concluso il film precedente. Dopo essere stati identificati come Divergenti, perché non rientrano in nessuna delle cinque fazioni, Tris (Shailene Woodley) e Quattro (Tobias Eaton) sono fuggiti. I due sono scampati al massacro voluto da Jeanine (Kate Winslet), la perfida leader degli Eruditi, hanno trovato riparo temporaneo presso i Pacifici e si preparano a muovere la loro offensiva cercando alleati tra loro così come tra i Candidi, gli Abneganti e gli Esclusi.

Jeanine intanto ha rinvenuto un misterioso artefatto lasciato dagli Antichi che può essere aperto solo da un individuo che sia Divergente al 100% e non avrà pace fino a quando non lo avrà individuato e catturato. Sono molte le somiglianze con il plot di "Hunger Games" eppure questo risulta molto meno coinvolgente, forse per l'abisso in termini di carisma che si registra tra le due rispettive protagoniste. Il cast è davvero l'anello debole del film, fatta eccezione per Kate Winslet e Naomi Watts (il nuovo acquisto) le uniche capaci di donare autorevolezza ai propri personaggi. Per il resto, gli effetti speciali sono solidi ma i colpi di scena a dir poco prevedibili. Naturalmente gli estimatori della saga non mancheranno l'appuntamento al cinema ma si poteva rendere loro più appetitosa l'attesa di Allegiant, (l'epilogo che sarà diviso in due parti), con qualcosa di meglio