«Gli intoccabili» la 'ndrangheta vista da Klaus Davi

Ferruccio Gattuso

Come voterà la 'ndrangheta al prossimo referendum? Come si dividono la «torta» camorra e 'ndrangheta sulla piazza internazionale? Chi sono i coraggiosi Carabinieri chiamati i «Cacciatori» che, in incognito, salgono in Aspromonte per acciuffare i latitanti? Queste e altre storie vere sono la linfa de Gli Intoccabili, il programma condotto in studio, e realizzato pericolosamente sul campo, da Klaus Davi sul canale LaC, ogni sabato in prima serata per altre tre puntate (tornerà a gennaio). Nella puntata del 22 ottobre il tema sarà per l'appunto il Referendum e la 'ndrangheta, con ospiti in studio e commenti ai reportage. Sono questi, i reportage realizzati per Gli Intoccabili e per Storie Vere su Raiuno, che hanno fatto vincere a Klaus Davi il 21 settembre a Catania il Premio Livatino-Saetta-Costa, intitolato al ricordo del sacrificio dei magistrati servitori dello Stato. «Un premio che mi inorgoglisce spiega Davi ma sul quale non ho il tempo di soffermarmi. Venerdì prossimo scenderò nuovamente a Reggio Calabria per un reportage». Il giornalista e massmediologo milanese la scorsa primavera è stato aggredito e minacciato di morte, su di lui è stata rafforzata la vigilanza e la paura, quella non può che esserci. «I miei? Terrorizzati spiega Davi Ormai con mia madre sono un mentitore seriale: quando scendo in Calabria dico che vado altrove». Tentazione di lasciar perdere? «Nemmeno un po' spiega il giornalista . Provo solo sconforto per il silenzio attorno alla 'ndrangheta». Aplomb e determinazione, sono queste le qualità che spiazzano gli affiliati calabresi: «Non capiscono chi mi manda spiega Davi Vado nei quartieri da loro dominati, a Vibo come a Milano, in piazza Prealpi, e li guardo in faccia». Quanto al virus dell'omertà, Klaus Davi rivela: «C'è al Sud come al Nord, la paura della gente è tanta. Ma la popolazione calabrese umanamente ti aiuta».

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