«Io, giurata con bei film e grandi musiche, ai Manetti Bros darei un premio speciale»

Oggi la consegna dei Soundtrack Stars Awards: «Morricone inarrivabile»

Rivelazione a Sanremo. E giurata alla Mostra del Cinema di Venezia. L'anno meraviglioso della rinata Paola Turci passa adesso per il Soundtrack Stars Awards, ossia il premio per la miglior colonna sonora dei film in concorso. «Ho visto bei film ed è stato stimolante guardarli valutandone le colonne sonore anche se, come nel caso dell'australiano Sweet country, c'era solo una canzone nei titoli di coda...», dice lei che oggi nel primo pomeriggio all'Excelsior parteciperà alla proclamazione dei vincitori.

Giudizio complessivo?

«Bei film e bella aderenza delle musiche alle trame. Ho sempre seguito il cinema con particolare attenzione per la colonna sonora, come è naturale per chi, come me, vive in mezzo alle note».

E sui compositori?

«In The shape of water di Guillermo del Toro le partiture di Alexandre Desplat sono di livello altissimo».

Livello come quello di Morricone, per intenderci?

«No, non ci sono nuovi Morricone, non ho sentito musiche altrettanto evocative come quella, per esempio, di Mission con De Niro e Irons, con suoni che ti portano alle immagini. Però grande livello».

Qualche sorpresa?

«Ad esempio il film documentario Diva! su Valentina Cortese ha una ricerca musicale molto interessante e sorprendente».

A qualcuno la colonna sonora del road movie di Virzì The leisure seeker è sembrata troppo stereotipata.

«Beh la prima canzone è It's too late di Carole King, artista che io amo in modo assoluto, e quindi sarei troppo di parte. Di certo è una colonna sonora molto americana, forse non troppo ricercata ma ci sta tutta».

Entusiasmo generale invece per quella di Ammore e malavita dei Manetti Bros. Si parla molto della cover «partenopea» di What a feeling cantata dall'infermiera Serena Rossi con una sgarruppata coreografia ospedaliera.

«Una delle migliori senza dubbio, e anche la più interessante. Ci sono testi profondi e canzoni che lasciano il segno come quella di Raiz».

Vincerà?

«Sono convinta che meriti un Premio Speciale, poi vedremo se vincerà anche il premio assoluto».

Cantautrice, scrittrice, giudice al concorso cinematografico più antico del mondo. Non le resta che fare anche l'attrice.

«Beh sì, con un ruolo che mi si addica, però».

E a quale ruolo si riferisce?

«Penso di non essere tagliata per le commedie. Per come mi conosco, mi sento più vicina a storie più tribolate e impegnative. Attenzione, ho detto impegnative e non impegnate...».

Nel frattempo dopo Venezia tornerà a fare la cantante.

«È il tour che ho sempre sognato e quando la mia nuova agenzia F&P mi ha sottoposto il calendario, mi sono sentita felice. Partiremo il 15 novembre dal Colosseo di Torino e passiamo dagli Arcimboldi di Milano il 28 novembre, il mio debutto in assoluto là. Insomma, un vero sogno».

Commenti
Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Ven, 08/09/2017 - 09:11

Attrice, sì. Ma certamente nei ruoli femminili più carismatici. Maria di Magdala, come pure Maria Madre di Gesù, che vedrei benissimo nella Pietà di Michelangelo. Ma anche come Messalina attratta dal 'torbido' estremo. Con quel sorriso un po così. Ma pure come Madre Teresa di Calcutta. Paolo Sorrentino, coraggio, tuffati. Sono proposte vincenti. -9,11 - 8.9.2017