Ironia, sesso e potere Ecco l'orchestra più «feroce» del mondo

Su Sky arriva «Mozart in the Jungle» con Malcolm McDowell dove si incrociano rivalità e talento. E gli Usa hanno apprezzato...

Di norma le serie televisive ambientano le loro storie in quelle che potremmo definire cinque «macro aree»: distretti di polizia e affini, ospedali e affini, tribunali e affini, palazzi del potere (con preferenza per Washington) e affini, alieni, con o senza antenne, e affini (mostri o demoni).

Se per caso si allontanano da questi sentieri tracciati, ad esempio con Mad Men è accaduto, di norma lasciano stare il mondo della musica (tolto il cliché consumatissimo del Saranno famosi ) e di certo non scomodano la musica classica.

Fa eccezione Mozart in the Jungle che stasera arriverà in Italia in prima Tv in contemporanea su Sky Atlantic HD e su Sky Arte HD e Sky Uno.

A produrla sono stati gli Amazon studios, la divisione del colosso di vendita on line che si occupa di fare concorrenza a Netflix e Hulu. Nel cast un pezzo da novanta della cinematografia mondiale come Malcolm McDowell. La trama è ispirata al quasi omonimo libro di memorie: Mozart in the Jungle: Sex, Drugs, and Classical Music . Ovvero le memorie pubblicate dall'oboista Blair Tindall, nel 2005, sulla sua carriera professionale a New York, durante la quale ha preso parte a complessi musicali di alto profilo, tra cui la New York Philharmonic e le orchestre di numerosi spettacoli di Broadway.

Vi è venuto già sonno solo a sentire la parola oboista?

Ecco no, la serie è tutto tranne che adatta a farvi fare un pisolino. L'idea guida della serie è proprio che niente è più adatto di un'orchestra classica ad illustrare i giochi di potere. Del resto non sono i musicisti prime donne? E non rivendica ogni direttore il potere assoluto? Ecco al centro della vicenda c'è proprio lo scontro tra il vecchio direttore della (immaginaria) New York Symphony Orchestra, Thomas Pembridge, astro in rapida discesa e relegato ad un ruolo di prestigio ma di seconda linea, e il nuovo direttore Rodrigo De Souza. Mai personalità potrebbero essere più diverse. Pembridge (interpretato da McDowell) anziano, compassato, legato ai riti di un certo tipo di esecuzione, tirannico ma legato ai musicisti. De Souza (che qualcuno dice personaggio ispirato a Gustavo Dudamel) istrionico, bizzarramente vestito, spietato carrierista ma enormemente creativo.

Attorno a questo scontro si muovono gli altri personaggi, la giovane oboista Hailey Rutledge (Lola Kirke) in cerca di successo a Newyork, il sensuale e disinibito secondo violoncello Cynthia Taylor (Saffron Burrows)... Ne esce un ritratto del mondo della musica classica al fulmicotone. Non sarà sempre realistico, però diverte. Battutacce, amorazzi, intrighi e una certa onnipresenza dello spinello. Agli americani la serie è piaciuta molto. Anche qui come intrattenimento leggero potrebbe funzionare, da guardare senza troppo impegno nelle sere estive. Magari in coppia con la serie, per vedere il lato semiserio della faccenda, uno può cercarsi in rete la famosa lezione di Itay Talgam su cosa sia la leadership dei grandi direttori d'orchestra. Per certi versi non si discosta tanto dalla finzione...