Jim Harrison, il Mozart delle pianure americane

Crebbe nel mito di Faulkner. Di Hemingway diceva: «Una stufa che non scalda»

Gian Paolo SerinoJim Harrison, tra i maggiori scrittori americani contemporanei, è morto il giorno di Pasqua, a 78 anni, per un attacco di cuore nella sua casa in Arizona. Una fine ben diversa da quella che aveva immaginato nel suo ultimo libro The Ancient Minstrell (Grove Press, pagg. 255, sollari 25), appena pubblicato negli Stati Uniti, dove scrive: «Incontro una graziosa ragazza in pantaloncini verdi che mi nota mentre sta facendo jogging: la vedo apparire sopra la mia testa e mi viene in mente che sono nato e morirò tra le gambe di una donna». Chissà che non sia andata davvero così: d'altra parte, come amava ripetere Harrison «la verità non esiste: esistono solo storie».Ed Harrison sembra essere vissuto da sempre tra le pagine di un romanzo. Sin dalla sua infanzia, quando a sette anni una sua compagna di scuola gli accecò un occhio mentre giocavano: un incidente che lo portò a vivere l'adolescenza nell'isolamento. Nato nel 1937 in un paesino del Michighan, ha scritto oltre trenta libri tra romanzi, racconti, saggi e memoir e ha collaborato come sceneggiatore a diversi film hollywoodiani. Nel 2007 è stato inserito nella «American Academy of Arts and Letters», la più prestigiosa delle onorificenze statunitensi. Amico di Richard Brautigan e Raymond Carver, è stato spesso erroneamente paragonato a Hemingway: i parallelismi li possiamo trovare nel loro comune amore estremo per l'alcool, la caccia e la pesca, ma per quanto riguarda la scrittura Harrison trovava Ernest «come una stufa che non scalda abbastanza». Cresciuto con il mito di William Faulkner e Erskine Caldwell, influenzato dal modernista russo Sergei Yesenin e dal poeta inglese William Wordsworth, è stato più volte definito «il Mozart delle pianure». Come solo pochi altri, a esempio William Least Heat-Moon e in un certo senso Cormac McCarthy, ha saputo raccontare le contrapposizioni tra natura e civiltà, tra la genuinità degli istinti e la falsità delle convenzioni sociali.La maggior parte del tempo la trascorreva in un granaio vicino alla sua casa sul Lago Michigan: lì scrisse Legends of the Fall (da cui Edward Zick ha tratto il film Vento di passioni con Brad Pitt e Anthony Hopkins). Su un suo racconto è basato Revenge - Vendetta, con Kevin Kostner, e da un suo romanzo Wolf - La belva è fuori, con Jack Nicholson e Michelle Pfeiffer. Peccato che tutte le sue opere siano fuori catalogo in Italia (dove è stato scoperto da Baldini e Castoldi), tranne Ritorno sulla terra (Rizzoli). Forse il prezzo che ha dovuto pagare per le sue critiche a un'America che vedeva come «una Disneyland fascista».