Jimmy Fallon, re del talk che in Italia non faremo mai

Niente ipocrisia e finto impegno, solo risate e super ospiti. Che stanno al gioco anche quando imbarazza

Non possiamo averlo, ma possiamo vederlo. Jimmy Fallon entra in studio con quell'aria da ragazzone americano, sorridente e un po' ingessato, poi però appena apre bocca è tutta un'altra storia: al Tonight Show si ride, straride, mentre sulla poltrona accanto al conduttore si siedono, per dire, Barack Obama, Donald Trump, Lady Gaga, Nicole Kidman, Joe Biden, Hillary Clinton, Sofia Vergara, Sting, Ben Affleck... Domani sera, per esempio, ci saranno Bryan Cranston (Breaking Bad) e Dakota Fanning, dopodomani Vin Diesel e Norman Reedus (The Walking Dead). I protagonisti, bisogna dirlo, non sono nemmeno loro: il protagonista è lui. Jimmy (nato James Thomas) Fallon, anni 42 compiuti il 19 settembre scorso, quando il Tonight Show è arrivato anche in Italia, sugli schermi di Fox (canale 112 di Sky), dove è in onda tutte le sere, dal lunedì al venerdì, alle 22.45. La versione è in originale, con i sottotitoli, ed è quella della notte precedente, visto che negli Stati Uniti il programma va in onda tutte le sere (sulla Nbc) alle 11.35.

Quindi, «in ritardo» di ventiquattro ore (e avanti di anni luce rispetto a tutto il resto...) lo show arriva anche per noi, con tutti i suoi punti di forza: gli ospiti, soprattutto dal mondo dello spettacolo (Fallon, che di origine è irlandese, oltre che tedesco e norvegese, ha una passione per Van Morrison e gli U2); la comicità, con gli sketch ormai «classici» e i giochi con le celebrità (Tom Cruise si è rotto un uovo in testa, nella sua «roulette russa delle uova»); la «spalla» Steve Higgins; la band in studio. Ha detto Fallon: «Quando faccio i miei scherzi, voglio che tutti ridano». È l'obiettivo del programma, nello stile di una tradizione lunga sessantadue anni: fare divertire il pubblico. Niente (finti) intellettualismi, niente (finto) impegno, niente (finta) imparzialità: divertimento puro. «Quando hanno inventato questo show, ciò che contava era essere divertenti e dire stupidaggini - ha raccontato - Tutti lavorano troppo... Ci guardi, ti fai una bella risata e vai a letto con un sorriso sulla faccia. Ecco, questo è il nostro lavoro».

Sì, va fatto in un certo modo. Fallon il comico fa ridere con i suoi numeri (dai «biglietti di ringraziamento» surreali ai «suggerimenti del pubblico») e soprattutto con le imitazioni, la più famosa delle quali è, al momento, quella di Donald Trump. The Donald è stato suo ospite in una delle prime puntate visibili dal pubblico italiano: un successo con 110mila spettatori da noi, e video poi diventati un cult sulla rete, come quello in cui Fallon spettina i capelli a Trump. E poi le imitazioni di Trump stesso nelle «telefonate» con il presidente Obama, che al Tonight Show ha «cantato» gli eventi dei suoi mandati con sottofondo jazz, e con Hillary Clinton, anche lei ospite recente del programma, in un'altra delle puntate più viste in Italia (sempre 110mila spettatori, mentre in totale, da quando è in onda nel nostro Paese, ha registrato 1,6 milioni di contatti secondo i dati Auditel). Alla Clinton Fallon, democratico dichiarato, ha chiesto: «Ma non è che ha troppa esperienza?», toccando uno dei punti critici della sua corsa alla presidenza.

Quando, nel 2014, Fallon ha preso il posto di Jay Leno ha detto di pensare solo a «lavorare il più possibile». L'incarico non era da poco, anche se lui era già amato grazie ai suoi ruoli in altri programmi storici come il Saturday Night Live e il Late Night. «Molti mi chiedono: È il lavoro che sognavi? E io rispondo che no, non era per niente il lavoro che sognavo, perché non credevo nemmeno che fosse un lavoro che si potesse sognare. Lo show di Johnny Carson, voglio dire». Anche per questo uno degli obiettivi, fin dall'inizio, è stato: «Non voglio deludere nessuno». L'anno scorso la Nbc ha annunciato di avere allungato il suo contratto fino al 2021. Perché fin dal primo anno della sua conduzione, il Tonight Show, che Fallon, newyorchese di Brooklyn, ha voluto riportare nella Grande Mela come alle origini (lo studio è al Rockefeller Center) è stato un successo. Una delle interviste più cliccate su youtube è quella con Nicole Kidman, in cui l'attrice ricorda di essere stata a casa di Fallon e di avere avuto una cotta per lui, ma che il conduttore aveva passato tutto il tempo dell'«appuntamento» a giocare ai videogame. Lui non aveva neanche capito che fosse un appuntamento. Può succedere a un conduttore di un programma in Italia? Impossibile.

È stato Jay Leno, che ha approvato la scelta di Fallon come suo successore, a consigliargli «un monologo più lungo», in cui raccontasse anche i fatti della giornata (a modo suo, cioè facendo ridere): «Mi ha detto: Molte persone lavorano tutto il giorno, o fanno due lavori, e non riescono a vedere il tg. E se perdono il tg, allora guardano te per avere le notizie. E quindi devi avere una visione completa delle notizie e fare battute su quello che succede, così tutti lo sanno». E Fallon scherza anche sulle notizie del giorno, per tenere aggiornato il pubblico. Scherza moltissimo, per lavoro, ma non nel lavoro. Sa anche di essere un numero uno: «Nel nostro show abbiamo avuto il presidente degli Stati Uniti. Voglio dire, non puoi avere di più. Il Papa, forse. Beh, se ci spostassimo in Vaticano...»