Juliette Greco colpita da ictus durante l'ultimo tour

Antonio LodettiÈ un'icona del mondo esistenzialista, della cultura e della canzone francese Juliette Greco, che a 89 anni è ancora in giro a cantare sui palchi di mezza Europa e che è stata fermata ieri e ricoverata in ospedale a Lione, dopo un malore, per «sospetto ictus cerebrale». L'artista questa sera avrebbe dovuto esibirsi a Sausheim, nell'est della Francia, una delle cinquanta date della sua tournée internazionale che si intitola «Merci» e che dovrebbe essere l'ultima nella brillante e tumultuosa carriera della «musa di Saint germain des Près». Se la fortuna la assiste non si fermerà neppure questa volta perché, come aveva raccontato a il Giornale qualche anno fa: «cantare è un atto d'amore e io non mi stanco mai di amare». Per il pubblico di tutto il mondo è ancora il simbolo dell'esistenzialismo, «un bel pesce magro e nero», come la definì François Mauriac. I primi biografi la ricordano nella parigi occupata dalla Gestapo. Ha 16 anni, pantaloni sformati da uomo e si aggira fra i clochard sogando un futuro da artista. Poi, appunto, nell'euforia ritrovata della Parigi liberata, accanto a Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, al maledetto Boris Vian, diventa sacerdotessa della Parigi colta e trasgressiva tra sacro e profano, jazz e fiumi di alcool. È ancora, come disse Picasso, «una dama che si abbronza alla luna» e continua a cantare tutti i successi che l'hanno resa famosa. Nei suoi concerti (si è esibita l'estate scorsa a Milano al Teatro Manzoni)perpetua ancora oggi un rito in cui convivono grazia e asprezza, realismo e teatralità. Senza tradire le sue radici rimane legata strettamente ai tempi moderni e guarda sempre avanti... Tutto il pubblico tifa per lei e aspetta di rivederla ancora una volta, su un palcoscenico, a officiare la sua messa profana.