Katherine Heigl: in terapia dopo l'attacco a Grey's Anatomy

L'attrice Katherine Heigl racconta del duro periodo personale e professionale seguito alle incomprensioni con Shonda Rhimes. Etichettata come difficile dai media, negli anni è ricorsa anche alla terapia

Una carriera iniziata sotto i migliori auspici, arenatasi di fronte a una sfilza di giudizi negativi che l’hanno segnata anche sul piano personale: Katherine Heigl, la spumeggiante dottoressa Izzie Stevens in Grey’s Anatomy, torna a parlare del periodo difficile iniziato sul set del medical-drama della Abc, a cominciare dal suo rifiuto della nomination agli Emmy Awards per il ruolo interpretato nella serie tv, che nel 2008 finì per incrinare i suoi rapporti con la creatrice Shonda Rhimes.

Non mi sentivo bene rispetto al lavoro fatto in quella stagione, no - ha commentato l’episodio Heigl, ospite dell’Howard Stern Show , precisando “come attrice, se vuoi ottenere una nomination, devi presentare il tuo lavoro. Quell’anno, dissi che non avrei presentato nulla perché non c’era nulla di cui esser contenti… Non mi sentivo bene rispetto alla mia performance… e c’era una parte di me che pensava, dato che avevo vinto l’anno precedente, che avrei avuto bisogno di materiale più succoso, drammatico, emozionale”. Quell’anno la talentuosa attrice, oggi 37enne, uscì al cinema con la commedia 27 volte in bianco, ma l’etichetta di “difficile” affibbiatale dai media l’ha accompagnata in diversi momenti della sua carriera, costellata di alti e bassi.

Katherine ha rivelato di essersi scusata con la Rhimes dopo i commenti circolati sui media: “Ero veramente imbarazzata […] le dissi ‘Mi spiace tanto. Non è stato carino, e non avrei dovuto dirlo’. E non avrei dovuto dire niente pubblicamente. Ma all’epoca, non pensavo qualcuno l’avrebbe notato. […] Avrei dovuto soltanto dire ‘Stai zitta, Katie’”. La Heigl ha inoltre confessato di avere subito un trauma in seguito alle successive ricadute professionali, tanto da essere andata in terapia: “Ero veramente in difficoltà rispetto al non prenderla sul personale e a non sentirmi come se ci fosse qualcosa di realmente e profondamente sbagliato in me. All’inizio è stata molto dura”.

La cattiva esperienza l’ha portata a non far sentire la propria voce sul set, anche quando ne avrebbe avuto diritto, come lei stessa ha raccontato: “Ricordo che una volta indossai un paio di scarpe di una misura troppo piccola, perché avevo paura di dire che non erano abbastanza grandi e di risultare difficile. E dopo realizzai che ciò non aveva alcun senso. ‘Smettila’, mi dissi”.

L'attrice, che di recente è stata protagonista della serie tv State of Affairs, ha inoltre rivisto le sue dichiarazioni sulla pellicola Molto incinta, nella quale recitò nel 2007 e che definì “un po’ sessista. Dipinge le donne come bisbetiche, prive di umorismo e rigide”. All’Howard Stern Show ha spiegato: “Il film mi è piaciuto un sacco. Semplicemente non mi sono piaciuta io”.