Kerbaker: «Tempo di libri? Sarà una festa»

Stefania Vitulli

«Tempo di Libri si terrà dall'8 al 12 marzo negli spazi di Fiera Milano City e potrà contare sulla collaborazione e partecipazione di tutte le principali istituzioni culturali della città, a partire da BookCiy. Direttore di Tempo di Libri sarà Andrea Kerbaker. Grazie a Fiera Milano, socia nell'impresa, grazie a Federico Motta che lascia l'incarico e grazie alla squadra passata e liquidata: si chiude il capitolo Chiara Valerio, si chiudono, pare, anche le disfide con Torino, citato tra i «meravigliosi festival che animano la vita delle infinite città d'Italia».

E si apre così, con il discorso nel nuovo ruolo di presidente dell'Associazione Italiana Editori di Ricardo Franco Levi (tra le altre cose, firmatario della Legge sul Prezzo del Libro), l'epoca del cambiamento di rotta, non solo per le date di Tempo di Libri: «L'AIE alla quale mi dedicherò per farne sempre più casa di tutti gli editori, aperta e trasparente - ne potrà uscire più unita, più autorevole, più forte». Allargamento del mercato del libro, imposizione del tema dell'istruzione, ma soprattutto «Più efficace tutela e più facili ragioni di composizione dei particolari interessi delle diverse categorie e componenti». Quindi, chissà, persino ritorno all'AIE dei piccoli editori fuoriusciti perché ribelli al Salone di Milano.

Che con Torino ci sarà composizione lo conferma anche il nuovo direttore scrittore, manager culturale, fondatore della «Kasa dei Libri» di Milano Andrea Kerbaker: «La prima telefonata appena nominato è stata al mio omologo torinese Nicola Lagioia. A luglio andrò a trovare lui e Ferrero e vedremo: ognuno farà il suo Salone, ma se ci son cose da fare insieme le faremo, come ad esempio avere tutti gli editori in ogni Salone. Il clima è disteso, collaborativo». Di Chiara Valerio che lo ha preceduto alla direzione, non vuole parlare, Kerbaker, ma mette sul tavolo la sua idea di Salone milanese: «Una festa. Non paludata, non noiosa, che metta voglia di partecipare. Come? Con una comunicazione ironica e gli scrittori che non solo stanno dietro a un tavolo, ma ti accolgono all'ingresso e ti invitano a bere un caffè, con i loro libri sottobraccio. Poi, magari, te ne vendono anche uno. Per fare questo tutte le forze culturali cittadine dovranno convergere e la nuova squadra sarà fatta da chi ha idee migliori e voglia di realizzarle in prima persona».