Konitz sempreverde

Lee Konitz compirà novant'anni nel prossimo ottobre. Suona tuttora il suo inseparabile sax alto da quando ne aveva sedici. Negli anni ottanta del secolo scorso ha deciso di diventare un giramondo solitario con un occhio rivolto soprattutto verso l'Europa. Da quel tempo suona e incide con chiunque, approfittando delle proprie attitudini di improvvisatore e della vastissima conoscenza dei temi usati dal jazz. I suoi cultori sapevano che l'ennesimo cd era in arrivo, ed eccolo qui, sebbene i comprimari (Kenny Barron pianoforte, Peter Washington contrabbasso, Kenny Washington batteria) gli siano questa volta famigliari. Naturalmente tutti gli otto brani valgono l'acquisto dell'album di questo gigante del jazz.