Kusturica indaga sul traffico d'organi E l'Albania si arrabbia: è propaganda

Decine di profughi sarebbero stati sequestrati da uomini dell'Uck e i loro organi espiantati a Tirana

Il regista serbo Emir Kusturica ha annunciato di voler girare un film sul presunto traffico illegale d'organi che sarebbe avvenuto in Kosovo alla fine del conflitto del 1999. Secondo quanto riporta la stampa serba ancora in attesa di conferme, l'autore di Underground lavorerà nei prossimi tre anni sulla pellicola, tentando di fare luce sul controverso caso, reso per la prima volta pubblico nel 2008 dall'ex procuratore capo del Tribunale penale per l'ex Jugoslavia, Carla Del Ponte.

Un caso, ha confermato nel 2010 un rapporto del Consiglio d'Europa preparato dal procuratore svizzero Dick Marty, che coinvolgerebbe esponenti dell'Esercito di liberazione del Kosovo (Uck). Le vittime, decine di «desaparecidos», in gran parte serbi, rom e albanesi collaborazionisti, sarebbero stati sequestrati da uomini dell'Uck e i loro organi espiantati in Albania, per poi essere venduti sul mercato nero. La missione europea di polizia in Kosovo, Eulex, indaga sulla controversa questione sin dal 2011. «Si tratta di uno degli atti più brutali dell'ultimo secolo», ha specificato Kusturica, un caso che richiede «investimenti e molte ricerche».

La notizia ha scatenato l'indignazione di Lirak Celaj, attore kosovaro e presidente dell'associazione dei cineasti di Pristina, che ha bollato come «propaganda anti-albanese» basata su «falsità» l'idea di Kusturica, chiedendo addirittura che il regista serbo venga dichiarato «persona non grata» in Kosovo.