Per l'adolescente Uomo Ragno incassi così così

Hai voglia a lamentarti perché i distributori italiani, in estate, trascurano gli spettatori in una sorta di «chiuso per ferie» che sembra durare come le vacanze scolastiche. In questo 2017, non mancheranno i titoli appetibili che farebbero bella figura anche durante le stagioni «lavorative». Però, quando vedi il primo incasso del pur simpatico e ben riuscito Spider-Man: Homecoming, ti cadono le braccia. Se questo doveva essere uno dei film sui quali puntare per controbattere il comune sentire secondo il quale la gente, nei mesi estivi, non ami andare al cinema, bisogna fuggire in ritirata. E dare ragione ai distributori di cui sopra, con buona pace dei gestori delle sale. Che non tirasse buona aria per la versione adolescenziale dell'Uomo Ragno, lo si era capito già dal dato di giovedì, con 631.802 euro e una media di 736 euro (è partito con 859 sale per salire a 923). Tendenza confermata poi anche dal fine settimana, con un incasso finale di 2.651.348 euro (media 2.873). Senza scomodare i paragoni con lo Spider-Man di Sam Raimi (2002) che nei primi tre giorni incassò 5.641.966 euro, val la pena raffrontare il dato 2017 con quello ottenuto da The Amazing Spider-Man (2012), primo reboot (Homecoming è il secondo riavvio della saga) delle avventure di Peter Parker. Ebbene, quel film partì con 2.717.704 euro, ma, attenzione, con un giorno in meno di programmazione. Insomma, è vero che il nuovo Uomo Ragno non ha portato a casa solo briciole, però, è evidente come il mercato italiano stia lanciando, settimana dopo settimana, segnali sempre più preoccupa(n)ti.