L'allievo Alloisio e un film di Rea omaggiano Giorgio Gaber

Francesco Mattana

Gian Piero Alloisio è autore del volume, edito dalla Utet, Il mio amico Giorgio Gaber. Tributo affettuoso a un uomo non superficiale. Alloisio come nome dice poco al pubblico di massa, ma dice tanto a quel pubblico che da parecchi lustri lo apprezza nella triplice veste di cantante, compositore di brani celebri (tra cui Venezia, portata al successo da Francesco Guccini) e prolifico scrittore teatrale.

A proposito di teatro, Il mio amico Giorgio Gaber è nato come pièce, che dal 2013 l'artista porta in giro per l'Italia. Questo libro dunque è un tentativo, riuscito, di raccontare pure per iscritto quell'amicizia così speciale.

Il racconto prende l'abbrivio da quando il piccolo Gian Piero, novenne, sentì alla radio La ballata del Cerutti. Poi venne l'infatuazione per il Gaber «impegnato» degli anni Settanta, finché giunse l'opportunità di frequentare il suo idolo, lavorandoci palmo a palmo per quattordici anni, dall'80 al '94. A partire dal copione Ultimi viaggi di Gulliver, che l'«allievo» consegnò timidamente al Maestro, non potendo prevedere che gli sarebbe piaciuto al punto da definirlo «una tesi di laurea in drammaturgia». Ed era solo l'inizio.

Le pagine più gustose sono quelle che rivelano il privato dell'amico. Quelle che descrivono un uomo un po' ritroso, il quale non approvando le esuberanze eccessive da parte di sconosciuti, faceva educatamente notare che «con Strehler certe confidenze non se le permettono».

Eppure l'amicizia, a un dato momento, si ruppe. Per futili motivi. Così futili che a tutt'oggi l'autore non sa fornire una spiegazione precisa di quello che realmente fosse accaduto tra loro. Sembrava che l'idillio fosse definitivamente incrinato, ma il vecchio lupo di scena stava preparando il colpo di teatro. Quel finale a sorpresa, rivelabile solo a chi pazientemente giungerà al termine del libro, è la ragione per cui Alloisio potrà sempre definirsi, senza il timore che lo taccino di megalomania, amico di Giorgio Gaber. Al quale è dedicata, questa sera a Milano a Palazzo Giureconsulti, la presentazione di Libero come un uomo (produzione Rai Teche, regia di Luca Rea): ritratto inedito di Giorgio Gaber attraverso un lavoro di ricerca d'archivio.