Con "Lampedusa" la Rai rischia il naufragio nella retorica

Gli ingredienti delle fiction Rai che andranno in onda nella prossima stagione tv sembrano sempre gli stessi. Rimaneggiati ed aggiustati di sale, ma immutati

La fiction italiana, secondo i critici, spesso scivola nella banalità abilmente celata dietro l'irrefrenabile voglia di «raccontare». Raccontare, raccontare, raccontare. Sì, ma come? E cosa? «Lo spaccato del Paese» è la risposta più in voga. La donna sindaco in un «paesino dell'estremo Sud»? C'è. L'action poliziesco-criminale (nel trito e ritrito stile La Piovra )? C'è. La commedia familiare? Presente. Il noir, il giallo, le piccole vicende da commissariato e da scena del crimine? Ovviamente, presenti. Il pubblico è rassicurato.

Gli ingredienti delle fiction Rai che andranno in onda nella prossima stagione tv sembrano sempre gli stessi. Rimaneggiati ed aggiustati di sale, ma immutati. Eppure, forse contagiati dalla concretezza degli sceneggiatori americani nel trattare il presente, con Lampedusa, la fiction che andrà in onda la prossima primavera, la Rai rischia di fare il passo più lungo della gamba. E già si sente odore d'infinite polemiche. Perché, quando un tema così controverso è argomento della politica, della stampa e del parlare comune, il come viene raccontato dalla tv di Stato, diventa un problemino non da poco. A dare indicazione delle linee guida su cui si muoverà la fiction in questione, ci ha pensato il protagonista Claudio Amendola ospite agli Screenings della Rai a Firenze: «Da sempre noi italiani siamo andati a recuperare gente in mare. Il nostro compito è recuperare le persone in mare, il resto è fuffa. Bisogna raccontare il sentimento di accoglienza della maggioranza degli italiani». Ma chi lo ha detto che si tratti della gran parte del Paese? Meglio continuare a pescare nel cesto dell'«usato garantito», perpetrando nel desiderio di raccontare il rassicurante, ancor di più se si tratta delle biografie di morti (con cui la Rai ha fatto anche pessime figure come ne L'Oriana ), di eroi, di preti, suore e santi. Ed ora anche dell'«accoglienza».

Tra le altre fiction Rai che vedremo c'è Il commissario Maltese con Kim Rossi Stuart, un melodramma poliziesco ambientato a Trapani nella seconda metà degli anni '70. Per la fiction-reality ci sarà Sotto copertura. La cattura di Iovine con Claudio Gioè, ispirata alla storia dell'ex capo della Squadra Mobile di Napoli Vittorio Pisani, che catturò il superlatitante Antonio Iovine. In arrivo anche Romanzo famigliare di Francesca Archibugi e le nuove serie de Il giovane Montalbano e L'ispettore Coliandro.

Commenti

callaghan

Sab, 30/05/2015 - 11:40

BOICOTTIAMOLA CAMBIANDO CANALE COSI' SI ACCORGERANNO CHE NE ABBIAMO LE PALLE PIENE.

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stenos

Sab, 30/05/2015 - 12:42

Con i nostri soldi, equamente spartiti tra i parassiti che sbarcano e la Rai.

plaunad

Sab, 30/05/2015 - 13:05

Un cvonsiglio alla RAI: lasciate perdere. Tanto giá sappiamo di cosa si tratta. Della solita lagnosa e pignucolasa storiella buonista coi clandestini buoni, ma cosí buoni che piú buoni non si puó. Magari con la solita squinzia italiana che si innamora perdutamente di un clandestino con relativa conversione al'Islam che si sa é la religione piú pacifica e tollerante del mondo. Qualche bambinello moretto sperduto che viene accolto da angeliche famiglie. E tutto il vomito di retorica e demagogia.

Ritratto di stenos

stenos

Sab, 30/05/2015 - 15:22

Ribadisco ormai fino alla nausea, lo posto da anni. La Rai va chiusa. Punto.