L'Istituto Luce partner della Festa di Roma

RomaIl Festival internazionale del film di Roma cambia pelle. Dopo l'esperimento della giuria popolare, imposto nell'ultima edizione conclusasi poco più di un mese fa, ora si fa largo l'ipotesi di una vetrina sempre internazionale ma senza competizione. E l'ipotesi è stata ventilata a margine di un altro annuncio importante: il ministero dei Beni culturali entrerà come partner della Fondazione Cinema per Roma. E lo farà attraverso l'Istituto Luce che sborserà, dicono i bene informati, un milione di euro per sedersi al tavolo dei soci. Mentre si moltiplicano le voci sui possibili sostituti di Marco Müller alla direzione del festival, la Camera di Commercio di Roma commenta poi come infondate le voci che vogliono l'istituzione capitolina in uscita dalla Fondazione. «Non è nostra intenzione. Attendiamo quindi con fiducia - spiega il presidente Giancarlo Cremonesi - di incontrarci con gli altri soci per ridefinire tutte le compartecipazioni alla luce delle ristrettezze imposte dai tagli governativi».

Ieri il sindaco Ignazio Marino ha incontrato il ministro Dario Franceschini. Insieme hanno discusso dei cambiamenti «societari» della Fondazione. Ma, assicurano i diretti interessati, l'incontro non è certo servito per identificare il nuovo assetto dirigenziale della Fondazione (anche se tutte le cariche più importanti sono in scadenza). Uscendo dall'incontro il sindaco ha però auspicato che la festa capitolina del cinema conquisti nel prossimo futuro una data fissa «come per l'inaugurazione della Scala di Milano». Franceschini, ben consapevole di camminare su un terreno minato, ha anche provato diplomaticamente a spiegare che nel prossimo futuro la manifestazione deve smarcarsi con più decisione dai «competitor» del settore. Soprattutto quelli nostrani come la Mostra del Cinema di Venezia: «La Festa di Roma perderà la parte concorsuale per trasformarsi, da festival in festa». Ma la diplomazia non sembra bastare. La replica del governatore del Veneto, Luca Zaia, non si è fatta attendere. «È una roba - tuona dai microfoni di Radio 24 - da repubblica delle banane: sono soldi buttati via (a proposito del finanziamento dello Stato e degli enti locali, ndr). Se hai un Festival del Cinema conosciuto in tutto il mondo, con 6mila giornalisti accreditati da tutto il mondo, fai entrare l'Istituto Luce nel Festival di Venezia non in quello di Roma che non è più nemmeno una competizione. L'unica decisione che si deve prendere in questo momento è chiudere la festa del Cinema di Roma, perché non serve a nulla. Siamo esasperati, la leggiamo come l'ennesima provocazione».