L'italiana (armata di rasoio) che divenne la signora di Sing Sing

Il 25 aprile del 1895, a New York, la ventiduenne Maria Barbella, immigrata dal paesino lucano di Ferrandina, uccise il connazionale Domenico Cataldo. La ragazza, poverissima e di professione sartina, era stata sedotta dal Cataldo, un lustrascarpe, con la promessa di matrimonio. Con grave scandalo per la sua famiglia, Maria, cedendo alle promesse del suo seduttore, era perfino andata a conviverci. La prima volta l'uomo si era approfittato di lei facendola bere, poi aveva continuato ma sempre rimandando con scuse varie le nozze. Ormai inguaiata, la sartina era praticamente diventata succube dell'uomo. Fino al giorno in cui, ubriaco, le aveva detto chiaro di scordarselo, il matrimonio, perché lui teneva moglie in Italia e aveva intenzione di far ritorno al paese.

Il giorno della resa dei conti, tra i fumi dell'alcol, le aveva addirittura gridato che solo «un porco» avrebbe potuto sposare una come lei. E lei, estratto un rasoio, aveva lavato l'onore. Naturalmente era stata arrestata e portata in carcere. Dopo la prigione delle Tombs era stata tradotta a Sing Sing. Il processo si svolse a carico di un'italiana semianalfabeta che non parlava inglese, e fu caricato dei pregiudizi che l'americano medio a quel tempo nutriva nei confronti degli immigrati italiani, soprattutto meridionali. La Barbella rischiava di essere la prima donna condannata a morte tramite sedia elettrica, invenzione recente che potenti forze spingevano affinché fosse adottata al posto della tradizionale forca.

Infatti, la vicenda dell'italiana si inserì di forza nella cosiddetta «guerra per il monopolio dell'energia elettrica». Scrive Idanna Pucci nel suo La signora di Sing Sing (Libreria Editrice Fiorentina, pagg. 312, euro 15) che «Edison usò tutto il suo potere e anche ingenti fondi per fare in modo che lo Stato di New York sostituisse il metodo della pena capitale dal cappio alla sedia elettrica». Solo che Edison aveva un problema: il rivale Westinghouse. Questi usava il sistema, ideato da Nikola Tesla, della corrente alternata, più efficace e meno costosa di quella di Edison, che era continua. Così, si scatenò una campagna di stampa che divise l'America. Anche perché le suffragette e i sostenitori dell'emancipazione femminile si schierarono con la sartina.

La quale ebbe anche la fortuna di suscitare la simpatia di Cora Slocomb, un'ereditiera americana che viveva in Italia. Costei, esponente dell'aristocrazia sudista, aveva sposato il conte Detalmo Savorgnan di Brazzà, inventore e filantropo, nonché fratello dell'esploratore africano, Pietro, che poi darà il nome alla capitale del Congo, Brazzaville. L'autrice del libro, Idanna Pucci, è bisnipote di Cora, e ha potuto documentarsi negli archivi familiari (la figlia di Cora e Detalmo si chiamava Idanna: l'autrice ha il nome della nonna). I due coniugi attraversarono diverse volte l'Atlantico per occuparsi del caso che stava loro a cuore. Coinvolgendo altre personalità in loco, riuscirono a ottenere per Maria Barbella un nuovo processo, che appassionò ancora di più l'opinione pubblica.

Sul banco dei testimoni e degli esperti sfilarono medici psichiatri, e si scoprì che l'imputata aveva sofferto di epilessia. Nel frattempo, però, i due nobili italiani furono fatti oggetto di lettere minatorie e perfino minacce anonime, tanto che la polizia pensò bene di affiancare loro una guardia del corpo, un poliziotto che sarebbe diventato famoso: Joe Petrosino. La Barbella finì assolta e dichiarata non colpevole. Qualche anno dopo si sposò con un connazionale. L'autrice, negli archivi del comune di Ferrandina, ha scoperto che non aveva ventidue anni come aveva dichiarato- al momento del fattaccio, bensì ventisette. Aveva nascosto la sua età perché a quel tempo una quasi trentenne vedeva ridursi quasi a zero le possibilità di sposarsi. Il che forse fa comprendere meglio la sua rabbia omicida.

Per la cronaca, la sedia elettrica venne adottata e la prima donna a morivi sopra fu Martha M. Place di Brooklyn, il 20 marzo 1899, sempre a Sing Sing. Quasi due anni e mezzo dopo.

Commenti
Ritratto di robergug

robergug

Mer, 26/07/2017 - 15:36

Bella storia. Sono contento che sia finita bene.