«Littoral», ovvero la mitologia del massacro

Littoral è un testo teatrale in francese scritto da Wajdi Mouawad, direttore del teatro La Colline, tempio parigino delle avanguardie. E a tutt'oggi rappresenta l'unica voce del pensiero di un intellettuale africano nutritosi alla scuola europea sullo spaventoso eccidio che continua a insanguinare il mondo. Un universo dominato dalla irrazionale paura della fine che si affretta a fare tabula rasa di ogni civiltà. Non è un manifesto contro la jihad islamica, o meglio non è soltanto questo, dato che il fine dell'autore è documentare da lucido europeista la mitologia del massacro. In questa tragedia ogni individuo sembra collaborare a una drammatica rappresentazione che tende a celebrare la vita nel momento massimo del suicidio collettivo. Si comincia, nell'impaginazione scenica del regista Vincenzo Picone, in una sorta di terra desolata con il protagonista Wilfrid (Gian Marco Pellecchia) che riceve la comunicazione della morte del padre. Mentre si appresta a interpretare un film che dovrebbe riflettere l'andamento di un incubo, ai suoi occhi si configura come reale costringendolo a cercare il luogo possibile di una sepoltura. Ma addirittura lo trasforma in un pietoso custode della memoria ancestrale del mondo. Wilfrid nella sua patetica odissea incontra vari personaggi: da alcuni lontani parenti a varie figure emblematiche della mitologia della fine. Che si concluderà sulla riva di un Mare Nostrum dove tutto terminerà in un sanguinoso ricominciare. In uno spettacolo di sconvolgente tenerezza animato dalle belle prestazioni di Luca Nucera, Massimiliano Sbarsi e Emanuele Vezzoli.

LITTORAL - Parma, Fondazione Teatro Due.