L'omosessuale che ha stile non è gay

Made in USA, come la finta polpetta, il panino indigesto, le guerre, il razzismo, il cinema cafone, i ghetti luridi fra i grattacieli d'oro, #GAY è quel modo strampalato di mettere in mostra il lato più coglione di una condizione umana, l'omosessualità, peraltro naturale nobile e differente. #GAY è l'ombra di sordidi locali d'incontri, tane di paura e vergogna. #GAY è una catasta di solitudini disumane, malamente truccate e imparruccate sopra la tristezza di una calvizie nascosta anche al proprio specchio. #GAY è la pretesa di essere padri e madri a paio e non in coppia, schiaffeggiando la Natura, i Cieli e la Scienza. #GAY è una moda che costa la pace domestica; che giustifica aberrazioni; che ammalia vanamente la comunicazione e i media tarocchi. #GAY è un orgoglio di cui spesso vergognarsi. #GAY non significa #Omosessuale! Non è Storia, né Arte, perché non è la fama coraggiosa ed elegante di Alessandro Magno e Caravaggio! Non è Civiltà, né Progresso, perché non conosce Socrate e Leonardo. #Omosessuale, e non #GAY, è la vita dignitosa, seppur svelata, di chi, come tanti e come me, conosce i sobri silenzi «alla vecchia maniera», senza carri e senza lustrini, ma vivi di onestà!