«Lucky Red», attacca Berlusconi però ci fa affari

RomaÈ lecito produrre e distribuire un documentario dal titolo Silvio Forever, sottotitolo «Autobiografia non autorizzata di Silvio Berlusconi» che Il Fatto Quotidiano ieri non ha mancato di accostare, guarda un po’, a un altro doc in arrivo come Autobiografia di Nicolae Ceausescu? La domanda è retorica, anche perché dal 25 marzo sarà possibile vedere al cinema l’opera scritta da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo del Corriere della Sera e diretta da Roberto Faenza (autore dell’originale Forza Italia!) e Filippo Macelloni. A portarla nelle sale sarà la Lucky Red di Andrea Occhipinti che già in passato ha firmato un altro tassello di quella che sta diventando una vera e propria documentaristica antiberlusconiana, Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti. Le due operazioni hanno molto in comune, a partire dall’effetto sorpresa. Il doc della Guzzanti fu uno dei film evento del festival di Venezia 2005 (annunciato lo stesso giorno di proiezione), mentre di Silvio Forever si è avuta notizia solo ora. Secondo la formula, meno preavviso c’è, più la notizia diventa bomba e più spettatori incuriositi affolleranno le sale. Questione di marketing.
Intendiamoci, nessuno scandalo. La Lucky Red, che al Giornale sottolinea le proprie scelte «commerciali e non politiche a partire da Il Divo», è libera di fare ciò che vuole. La particolarità però è che la società di Andrea Occhipinti da un lato è la protagonista di film che mostrano Berlusconi come il diavolo, dall’altro con il Premier intesse affari. E non marginali. È infatti noto che tutti i film del catalogo Lucky Red (circa 200) sono stati comprati dalla berlusconiana Medusa per la distribuzione in dvd. E sempre la società del gruppo Mediaset sarà quella che si accollerà la maggior parte dei rischi del nuovo film di Paolo Sorrentino This must be the place con Sean Penn che ha un budget molto importante per un film italiano, 28 milioni di euro, a cui partecipa anche la Lucky Red (oltre a Indigo e Intesa Sanpaolo). Anche se poi sarà solo Medusa a scommettere nella distribuzione nelle sale tanto che lo stesso Occhipinti ammette: «È la prima volta che collaboriamo in un film che non verrà distribuito da noi». Anche per questo si respira un certo malumore nei corridoi di Medusa per un’operazione come quella di Silvio Forever che qualcuno potrebbe definire di «killeraggio cinematografico». A meno che non si voglia credere alle favole del Fatto Quotidiano (con cui collabora il regista Roberto Faenza, amico del direttore Padellaro) che ieri dedicava chissà perché “solo” un’intera pagina a un documentario «né contro, né a favore» di Berlusconi.