Un magico Volodos

Quando un produttore dell'esperienza di Thomas Frost, eminenza grigia di Vladimir Horowitz, disse che il giovane Arcadi Volodos «aveva tutto: immaginazione, colore, passione e una tecnica fenomenale per realizzare le sue idee», si scatenarono inopportuni paragoni con lo zar Volodia l'Unico. Similitudini improprie. Volodos è un'artista speciale, senza modelli. È riuscito a riportare luce sulle magie pianistiche segrete di Federico Mompou, come oggi dona fluidità ai bizzosi capricci e spessore poetico senza termine agli intermezzi delle crepuscolari ultime raccolte pianistiche di Brahms. Raccolte dove Brahms tocca un vertice irripetibile nella poesia del rimpianto virile. E la sensibilità con cui Volodos ce le restituisce è qualcosa che non si dimentica.