"Malala", la ragazza che ha sfidato i talebani

Un film raccontal a vita e il coraggio della teenager che ha vinto il Nobel

Voleva soltanto studiare. E per questo le hanno sparato, mirando a ucciderla. Perché nulla infastidisce i Talebani più d'una ragazza che cerca la propria indipendenza e adesso Malala Yousafzai, Premio Nobel per la Pace e icona della battaglia per l'istruzione femminile, è al centro del documentario di Davis Guggenheim (dal 5 in sala, con Fox, quindi in tv con Sky), che domani verrà presentato, in anteprima, alla Camera dei Deputati. Quindicenne quando venne presa di mira, mentre tornava a casa sul bus scolastico, nella valle dello Swat in Pakistan, Malala è diventata leader per i diritti dei bambini in tutto il mondo. E mentre il governo pachistano spende per gli armamenti sette volte di più di quanto non spenda in educazione, la sopravvissuta, anche la persona più giovane mai insignita del Nobel, racconta gli choc subiti e i dolori personali, le lotte per il suo paese e il rapporto con la famiglia. Così la vediamo viaggiare dal Kenya alla Nigeria, dall'America all'Inghilterra, per diffondere il suo messaggio di pace e tolleranza. Parlando con voce dolce e occhi stellati, Malala racconta l'origine del suo cognome e ripercorre le tappe d'un calvario difficile da dimenticare. In un collage vagamente celebrativo, il regista allinea una serie di momenti topici nella vita di questa temeraria ex-teenager, che ha imparato a destreggiarsi tra Hillary Clinton e Bono Vox, qui in un cammeo, durante le sue maratone oratorie in giro per il mondo.Certo, il rischio è che se ne faccia un santino, ma Davis Guggenheim, esperto in documentari a sfondo sociale (ha vinto un Oscar per An Inconvenient Truth, su Al Gore e nel 2012 ha girato Waiting for Superman per la convention di Obama) non poteva farsi sfuggire un soggetto tanto interessante. Target talebano e Nobel laureata, la giovane pakistana è ormai un volto familiare in Occidente, ma si resta stupiti conoscendo la persona reale, al di là dei media. Concepito per il pubblico più giovane, Malala presenta anche dei momenti divertenti, come quando i fratelli di lei tentano di rubarle la scena davanti alle telecamere, pur sembrando indifferenti alla fama della sorella. Resta, però inevasa una domanda: quanto pesa, a Malala, essere diventata una star dei media occidentali.

Commenti
Ritratto di fritz1996

fritz1996

Mar, 03/11/2015 - 15:10

Sarà, ma a me 'sta Malala mi sembra più che altro un mito mediatico, costruito su misura dagli spin doctor politically correct occidentali. In ogni caso, la ragazza se ne sta ben lontana dal natio Pakistan, preferendo girare il mondo a spese... già, di chi?