Le mani del movimento lgbt tingono d'arcobaleno il Super Bowl

Le scenografie usate dalla band inglese, l'inno nazionale affidato a Lady Gaga e il messaggio finale che è comparso sugli spalti hanno reso chiaro quale fosse lo scopo dell'half time show

Il Super Bowl, soprattutto - ma non solo - fuori dai confini nazionali, diventa argomento di discussione più per quello che succede durante l'half time show che per la partita di football in sé. Mentre critici musicali, fan, giornalisti del mondo dello spettacolo, passano le ore successive a vivisezionare il prezioso quarto d'ora musicale alla ricerca di pregi e difetti dell'esibizione dell'artista di turno (quest'anno è toccato all'insolito terzetto Coldplay-Beyoncé-Bruno Mars), l'intermezzo canoro di questa edizione è diventato un caso politico.

Se tre indizi fanno una prova, infatti, le scenografie usate dalla band inglese, l'inno nazionale affidato alla paladina dei gay Lady Gaga, e il messaggio finale che è comparso sugli spalti, hanno reso chiaro che lo scopo fosse quello di ribadire la potenza del movimento omosessuale e della comunità lgbt.

E non poteva essere altrimenti in una città come San Francisco, da sempre capitale americana delle bandiere arcobaleno, che ha trasformato un evento sportivo, appropriandosene per sposare la propria causa.

Già l'annuncio che l'inno nazionale sarebbe stato cantato dalla popstar italoamericana aveva fatto storcere il naso ai più. Abituata a provocare più che a stupire, la cantante però ha reso una versione dell'inno americano impeccabile che ha fatto impazzire Twitter e ha messo tutti d'accordo.

L'esibizione dei Coldplay, invece, ha trasformato il 50esimo Super Bowl nell'apoteosi del movimento progay: luci e colori dell'arcobaleno hanno ridipinto gli spalti, mentre sul campo volteggiavano fiori colorati.

In realtà, con l'ultimo disco uscito nel 2015, l'estetica della band britannica è ricaduta sullo spettro cromatico dell'arcobaleno, i cui colori sono presenti in ogni sfumatura sulla copertina del cd ed anche nell'ultimo video della band, ambientato nella città indiana di Mumbai.

Durante il concerto, oltre al palco a forma di croce, erano colorati con le sfumature arcobaleno persino i tamburi della batteria usata dal gruppo, ma il messaggio si è fatto chiaro quando lo stadio, gremito, si è colorato anche sugli spalti, grazie ai pannelli dati in dotazione al pubblico, che li ha sollevati per completare la scenografia voluta per l'occasione, facendo comparire a caratteri cubitali la scritta "Believe in Love", ovvero "Credete nell'amore".

Commenti

Linucs

Lun, 08/02/2016 - 19:27

Tra mazzette e ricatti, chi comanda veramente negli USA può fare miracoli.

Piut

Mar, 09/02/2016 - 00:45

Ogni volta che vado su Youtube, guardo video del passato...anni 80 o 90...poco importa cosa...puntate di vecchi telefilm, vecchie trasmissioni, persino le previsioni del tempo! e mi rendo conto di quanto fosse bello quel mondo, normale, ordinato nel suo disordine, serio...ora, con questo 2.0 (che francamente ha rotto le scatole), stiamo paradossalmente regredendo verso una realtà dove DEVI pensarla allo stesso modo di tutti gli altri altrimenti sei fuori...è un regime, a tutti gli effetti...peggiore dei regimi in voga ai tempi dei video che vado a guardarmi!